«Palazzo Gavioli non si deve fare»

Il Cittadino Governante ribadisce: l’edificio accanto al Kursaal è impattante
GIULIANOVA. Gli ultimi pronunciamenti della magistratura su palazzo Gavioli – ovvero l’assoluzione per intervenuta prescrizione degli imputati e la revoca della confisca dell’area su cui sorge l’immobile – non placano le polemiche. Il gruppo di opposizione del Cittadino Governante ribadisce in una nota un concetto più volte affermato e cioè che quel fabbricato, alquanto impattante, interferisce abbondantemente in termini estetici con lo storico palazzo Kursaal e con il lungomare monumentale, entrambi sottoposti a vincolo, determinando un danno d’immagine.
Lo stesso Cittadino Governante ricostruisce la storia di uno dei più controversi fabbricati dell’edilizia giuliese. Tutto ha avuto inizio nel 1994: quell’area era vincolata a verde e dopo dieci anni doveva essere espropriata o resa edificabile, secondo la legge. «Nel piano regolatore adottato e controdedotto nel 1994 dall’amministrazione di sinistra», si legge, «mancando le risorse per l’acquisizione del terreno, fu fatta la scelta di renderlo edificabile, ma con dei limiti per evitare l’impatto sul Kursaal. Si sarebbe potuto realizzare ben poco». Il piano regolatore completò l’iter nel 1998 con la sindacatura Cameli di centrodestra. Ricorda il gruppo guidato da Franco Arboretti: «Per ben 10 anni nessun imprenditore ha acquistato quel terreno così centrale proprio per la scarsa edificabilità imposta dal piano». Solo nel giugno 2008 (sindaco Claudio Ruffini, poco dopo dimessosi per sbarcare in consiglio regionale), spiega il gruppo politico, fu rilasciato al nuovo proprietario un permesso di costruire per un palazzo giudicato impattante dalla stessa opposizione vista la collocazione sul lungomare e di fianco al Kursaal. Il Cittadino Governante, prima dell’inizio dei lavori nel 2009, fece presente in consiglio che il permesso era stato rilasciato in violazione delle norme sulle distanze e sull’allineamento degli edifici. «Palazzo Gavioli», si legge, «si sarebbe dovuto realizzare a 17 metri dal Kursaal con allineamento allo stesso edificio storico sul lato del lungomare. Fu chiesta la revoca in autotutela, ma per l’amministrazione era tutto in ordine». Ci fu l’intervento della magistratura con la sospensione dei lavori, il sequestro del cantiere e la successiva confisca. «Nel processo penale», sottolinea il Cittadino Governante, «nei primi due gradi è stato acclarato l’abuso edilizio e accertato l’abuso d’ufficio». Altra tappa nel 2013, quando l’amministrazione Mastromauro portò da 17 a 10 i metri delle distanze tra gli edifici. E infine, nel 2022, con l’amministrazione Costantini sono state apportate ulteriori modifiche alle norme del piano regolatore «rendendo possibile l’edificazione fuori dall’allineamento con il Kursaal», fa notare il Cittadino Governante.
Il gruppo politico di minoranza ricorda che sono state presentate osservazioni per il ripristino delle vecchie norme, ma l’attuale maggioranza di centrodestra le ha bocciate. E ricorda che la Cassazione ha pronunciato l’assoluzione per prescrizione, non perché le accuse non sussistessero. «In questi giorni è giunta la revoca della confisca dell’immobile», chiude il Cittadino Governante, «e con le modifiche al piano apportate nel 2013 e nel 2022 potrebbe essere edificato un palazzo simile al grezzo esistente. Il gruppo politico guidato da Arboretti invita i cittadini a riflettere nella speranza che si affermi in città una nuova cultura del rispetto della cosa pubblica». (al.al.)

