Palazzo Gavioli, revocata la confisca

I giudici della Corte d’appello di Perugia dissequestrano lo stabile e respingono le richieste di risarcimento delle parti civili
GIULIANOVA. La Corte d’appello di Perugia ha messo la parola fine al caso del palazzo Gavioli. I giudici, chiamati a pronunciarsi dopo il provvedimento della Cassazione, hanno revocato la confisca dell’edificio, lo hanno dissequestrato e hanno rigettato la richiesta di risarcimento delle parti civili.
Nell’aprile dell’anno scorso la Cassazione aveva annullato la sentenza di condanna di secondo grado per intervenuta prescrizione dei reati di Dino Gavioli, quale rappresentante della società Gavioli e Restauri srl ,e dell’ex dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova Roberto Olivieri (rispettivamente assistiti dagli avvocati Franco Coppi e da Gabriele Rapali). Questo dopo che in primo e secondo grado Gavioli e Olivieri erano stati condannati rispettivamente a un anno e a un anno e sei mesi per falso e abuso d’ufficio. I giudici Ermellini avevano rinviato alla Corte d’appello di Perugia limitatamente alla confisca, stabilita nei primi due gradi, e alle statuizioni civili (parti civili il Comune rappresentato dall’avvocato Gianni Falconi, Giulianova Patrimonio rappresentata dall’avvocato Libera D’Amelio e il condominio di palazzo Tritone, quello confinante con il palazzo Gavioli, rappresentato dagli avvocati Gennaro Lettieri e PaolGiulio Mastrangelo). La palazzina, situata di fianco al Kursaal, venne sequestrata nel gennaio del 2010 in seguito a un esposto dei residenti del condominio confinante, il palazzo Tritone e all’avvio dell’inchiesta della Procura teramana(pm Silvia Scamurra). La controversia, partita come mancato rispetto delle norme tecniche del piano regolatore nella edificazione dello scheletro in cemento armato sul lungomare monumentale, lato ovest, ora è giunta all’ultimo stadio con la questione della confisca che è stata definitivamente revocata dai giudici.
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