Palazzo Gavioli, ricorso al Tar

26 Novembre 2016

La ditta impugna il parere negativo al parziale abbattimento

GIULIANOVA. La ditta Gavioli Arte e Restauri di Montorio ricorre al Tar contro la Soprintendenza alle Belle Arti che ha dato parere negativo alla richiesta di parziale abbattimento del fabbricato attualmente sotto sequestro.

Oggetto del contendere è lo scheletro del fabbricato sul lato ovest del lungomare Zara, al confine con il Kursaal Lido, da anni posto sotto sequestro nell’ambito di un procedimento giudiziario in corso davanti al tribunale di Teramo. Diversi sono stati i motivi di diniego da parte della Soprintendenza tra cui la nullità del permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune di Giulianova in quanto privo dell’autorizzazione paesaggistica. La ditta Gavioli ha fondato il ricorso innanzitutto sul superamento dei termini nell’adozione del provvedimento definitivo. L’azienda, inoltre, nel ricorso cita anche la circostanza in ordine alla inammissibilità dell’istanza che, secondo la Soprintendenza, sarebbe legata all’esistenza di un provvedimento di sequestro penale che renderebbe «indisponibile l’immobile oggetto di parziale demolizione». Secondo il contenuto del ricorso firmato dall’avvocato Mario Antonietti, il legale della ditta Gavioli, «la Soprintendenza avrebbe assunto competenze non sue in quanto i giudizi di inammissibilità sarebbero di natura giurisdizionali e senza attinenza con il paesaggio e l’ambiente». Infine, sempre nel ricorso, il legale della ditta Gavioli sottolinea che il Comune di Giulianova, in relazione al permesso di costruire in sanatoria, già in data 25 novembre 2015 aveva provveduto a rispondere alla Soprintendenza ritenendo che non fosse necessaria una nuova autorizzazione paesaggistica per la sola conservazione di una porzione di fabbricato già provvista di approvazione.

Alfonso Aloisi

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