Palazzo Pompetti, resta il rebus negozi
Ai tecnici servono altre due settimane per il progetto di messa in sicurezza. Definiti i lavori necessari per la parte comunale
TERAMO. Non è ancora pronto il progetto per la messa in sicurezza dei locali commerciali di palazzo Pompetti. I tecnici, incaricati dai condomini dell’edificio dichiarato inagibile due settimane fa e che fino a quel momento ospitava gli uffici delle aree tecnica e tributaria del Comune, hanno chiesto altre due settimane di tempo per limare alcuni dettagli degli interventi previsti. Per quella data, dunque, sarà convocata una nuova assemblea dall’amministratore di condominio Antonello Lanzillotto per dare il via libera ai lavori e ridistribuire la quota eccedente la spesa di 10mila euro deliberata come limite nella scorsa seduta. Nell’incontro di ieri mattina, al quale ha partecipato per l’assessore al “governo del territorio” Stefania Di Padova, i tecnici hanno annunciato che la progettazione degli interventi necessari sulla parte pubblica dell’edificio è conclusa.
Sulle pareti esterne dell’immobile che affaccia su piazza Martiri e corso San Giorgio, previo nulla osta della soprintendenza, andranno installate le “mantovane”, pannelli di metallo messi in obliquo verso l’alto a formare una protezione contro l’eventuale caduta in strada di calcinacci. L’amministrazione avvierà subito la procedura per la realizzazione dell’intervento che potrebbe essere completato già entro martedì. L’installazione delle “mantovane” è anche propedeutica ai lavori di messa in sicurezza dei negozi al pianoterra che, una volta conclusi, permetteranno al sindaco Gianguido D’Alberto di revocare parzialmente l’ordinanza di sgombero firmata 15 giorni fa. A quel punto, infatti, i titolari dei negozi farebbero valere la clausola di salvaguardia, predisposta l’anno scorso dalla precedente amministrazione cittadina, che in presenza di una perizia asseverata e di conseguenti lavori di consolidamento consente alle attività di restare aperte anche all’interno di edifici classificati E per i quali è necessaria l’evacuazione. Sarebbe applicata, in pratica, la stessa regola che ha scongiurato la chiusura dei locali commerciali al piano terra della sede centrale del Comune in piazza Orsini dichiarata inagibile subito dopo le scosse più violente a cavallo tra 2016 e 2017. Per la salvezza dei negozi di palazzo Pompetti, classificato E a seguito di verifiche avviate a inizio settembre, due anni dopo lo sciame sismico, e che hanno contraddetto l’esito dei primi accertamenti fatti durante l’emergenza, resta decisiva la presentazione del progetto di messa in sicurezza. Fino a quel momento i locali resteranno in una sorta di limbo, aperti nonostante l’ordinanza di sgombero.
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