Palazzo Pompetti, scelta la ditta D’Alberto: «Grande risultato»

Il sindaco: «Concluso un iter molto complesso anche a causa del caos lasciato dal centrodestra» Le liste Futuro In e AmoTe ribattono: «Manca ancora il decreto dell’ufficio per la ricostruzione»
TERAMO. Si sblocca la ricostruzione di palazzo Pompetti, lo storico edificio di piazza Martiri lesionato dal sisma del 2016 e sgomberato due anni dopo in seguito alla riclassificazione dei danni. L'immobile è per il 51% di privati e commercianti, per il 49% del Comune, che aveva lì diversi uffici poi trasferiti al Parco della scienza. Due giorni fa l'iter è giunto a una svolta, fa sapere l'assemblea di condominio, con la scelta dell'impresa che eseguirà i lavori: la Falone Costruzioni Srl. Il progetto è stato redatto dallo studio Promedia, guidato dall’ingegnere Raffaele Di Gialluca, che ha dovuto tener conto dei tanti elementi di pregio dell'edificio e dei vincoli della Sovrintendenza. L'assemblea di condominio ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, riconoscendo l'impegno profuso dal sindaco Gianguido D'Alberto. Per l'avvio del cantiere manca solo il rilascio del decreto da parte dell’Usr Abruzzo.
La novità ha visto sollevarsi voci polemiche a partire da Futuro In, lista che sostiene il candidato sindaco Carlo Antonetti: «La notizia non può che renderci lieti. Tuttavia, desta sconcerto che si senta la necessità di scrivere un comunicato nel momento in cui, dopo sette anni, si giunge alla individuazione della ditta esecutrice e la procedura non si è ancora conclusa poiché manca il decreto dell’ufficio della ricostruzione», scrive il coordinatore del gruppo Giovanni Battista Quintiliani. D'Alberto ribatte con una nota nella quale ricostruisce tempi e iter del procedimento, gli ostacoli superati e l'accelerata data dalle semplificazioni volute dal commissario Giovanni Legnini. Il sindaco parla di palazzo Pompetti come dell'emblema «della resilienza che l’amministrazione ha sviluppato in questi cinque anni: si è infatti concluso un iter che è stato particolarmente complesso e impegnativo, per via del caos generato da chi ci aveva preceduti e in particolare dall’allora assessore ai lavori pubblici. Un risultato che potremmo definire storico e che consentirà di portare avanti un progetto di ricostruzione particolarmente impegnativo e delicato su un palazzo di pregio continuando a tutelare, come abbiamo sempre fatto, anche le attività commerciali che insistono al piano terra, che grazie alla soluzione progettuale utilizzata potranno restare aperte durante lo svolgimento dei lavori», dice D'Alberto, che ricorda come due mesi dopo il suo insediamento «in seguito a una revisione della scheda Aedes, ci trovammo costretti a sgomberare i locali dell’ufficio e trasferirli al Parco della scienza e, nello stesso tempo, a cercare soluzioni, nel rispetto della normativa e della sicurezza, per tutelare i commercianti in un momento difficilissimo». Nel percorso intrapreso nel 2018 si è reso necessario riordinare le schede catastali dei locali, che in passato non erano mai state aggiornate, arrivando poi «in soli quattro anni a concludere un iter che a breve porterà all’avvio dei lavori. Questo dimostra anche come la ricostruzione, quando le norme sono semplificate, come nel caso di quella privata, i tempi possono essere notevolmente ridotti nonostante le difficoltà. Ed è questa la strada che stiamo portando avanti anche per la ricostruzione pubblica», aggiunge D'Alberto. E infine ribatte agli avversari dei quali dice di comprendere «la frustrazione»: «Deve essere difficile accettare che questa amministrazione abbia avviato quel percorso di rilancio e rigenerazione di Teramo città capoluogo dopo le macerie lasciate dalle precedenti amministrazioni», conclude.
Dall'altra parte la lista di Antonetti, AmoTe, parla di amministrazione ai «titoli di coda» dopo anni di annunci e di come su palazzo Pompetti manchi ancora «l’atto più importante: il decreto Usr».
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