Palazzo Pompetti, ufficio sequestrato

23 Gennaio 2019

Chiuso il locale che ospita la Federazione piccole imprese. Il gip: «Non è sicuro, è stato ignorato l’ordine di sgombero»

TERAMO. A due mesi dall’apertura dell’inchiesta sul mancato sgombero di Palazzo Pompetti, la Procura mette un primo punto fermo ottenendo il sequestro di un locale. Si trova al primo piano dell’immobile e ospita una sede della Fapi, la Federazione autonoma delle piccole imprese. Il sequestro è stato chiesto dal pm Davide Rosati (il sostituto procuratore titolare del fascicolo) e concesso dal gip Roberto Veneziano.
Secondo la Procura, in questo caso, non solo non è stata rispettata l’ordinanza di sgombero emesso all’epoca dal Comune (l’ipotesi di reato è quello di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità) ma non sarebbe stato avviato nessun intervento di sistemazione. Scrive a questo proposito il gip nel provvedimento eseguito nella giornata di ieri dai carabinieri: «Locale ancora vulnerato da pregiudizi fessurativi senza che alcuno abbia provveduto a disporre lavori di sistemazione e consolidamento, anzi sembrerebbe che venga quotidianamente frequentato in aperta violazione della ordinanza sindacale che ne disponeva lo sgombero per ragioni correlate alla salvaguardia della pubblica incolumità». Il provvedimento fa seguito ad un recente sopralluogo dei consulenti nominati dalla stessa Procura.
Si tratta degli ingegneri Enrico De Acetis e Marco Pasqualini, gli stessi che in queste settimane stanno visionando l’abbondante documentazione sequestrata a novembre nei vari uffici del Comune dal nucleo di polizia economica della guardia di finanza, dai carabinieri e dalla polizia stradale. Gli investigatori hanno sequestrato documenti dal sisma del 2009 all’ordinanza di revoca dell’8 dicembre. E non solo. Hanno chiesto ed ottenuto anche la documentazione (trovandone in questo caso ben poca) relativa all’installazione di gazebo sotto i portici per una festa privata (gazebo fatti rimuovere subito dal Comune) avvenuta qualche mese fa.
Nel mirino di investigatori e inquirenti ci sono anche le perizie asseverate con cui i commercianti hanno ottenuto nei giorni scorsi la revoca dello sgombero. Ampia la delega d’indagine data dal sostituto procuratore che indaga non solo per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità (l’ipotesi contestata ai sette commercianti) ma anche per omissione d’atti d’ufficio per ora a carico di ignoti. (d.p.)
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