Palestini fa un’altra impresa Adriatico attraversato in 30 ore

24 Luglio 2016

Il popolare “uomo Plasmon” e l’ex pm Iadecola non battono il record per colpa del vento traverso ma all’arrivo in porto è lo stesso festa grande. «E ora voglio insegnare la voga a giovani e disabili»

GIULIANOVA. Sono stati accolti da abbracci e sorrisi di amici e parenti Fioravante “Gabriellino” Palestini e Gianfranco Iadecola, che ieri mattina alle 11.40 sono rientrati al porto di Giulianova dopo la lunga traversata di 87 miglia su un pattino dalla costa della Croazia. L’impresa è durata trenta ore e i due amici non sono riusciti a migliorare il record di 28 ore che il popolare “uomo Plasmon” aveva impiegato qualche anno fa durante la traversata in solitaria. «Siamo partiti da Sebenico alle 5,15 di venerdì mattina», dice Palestini, «e per tutta la traversata abbiamo avuto vento traverso, che ha reso più difficile governare il pattino. Comunque abbassare il tempo di percorrenza con due persone a bordo non era certo facile».

Il popolare Gabriellino sorride soddisfatto e si gode il suo nuovo momento di celebrità davanti alle telecamere e ai taccuini di giornalisti e reporter. Questa per lui è la sesta traversata in pattino tra le due sponde dell’Adriatico, mentre l’ex magistrato teramano Gianfranco Iadecola è alla sua seconda esperienza. «Al caldo eravamo abituati dopo tanti allenamenti, ma il vento ci ha messo a dura prova», ha detto Iadecola, «ci ha accompagnato per tutto il tempo placandosi solo questa mattina quando la costa di Giulianova era ben visibile. Sicuramente mi trovo meglio nelle aule di un tribunale anche perché per quello ho una preparazione maggiore», ha aggiunto l’ex pm, che ora fa l’avvocato, «mentre la traversata dell’Adriatico è fatica pura».

I due sono “giovani settantenni” che per qualche strana alchimia si sono ritrovati a condividere un’esperienza curiosa e particolare. «Sicuramente ci accomuna la passione per lo sport ma anche l’interesse per le esperienze fuori dal comune e ricche di sorprese», ha detto Iadecola, «e questa traversata mi ha sorpreso tantissimo per la grande fatica che ha richiesto». Per questa seconda traversata, la prima risale a cinque anni fa, Iadecola si è allenato tanto anche in inverno insieme al suo compagno Gabriellino, preparando tutto nei minimi particolari.

Durante la traversata il piccolo pattino è stato scortato da un catamarano di appoggio dove sono stati preparati anche i pasti. Al timone, pardon in cambusa il medico radiologo Daniele Manini che dice: «Gabriellino e Gianfranco si sono comportati da veri atleti considerata la loro età. Hanno mangiato regolarmente spaghetti, pesce e carne, molta frutta e tanti energetici per combattere la disidratazione».

Sul pattino ha viaggiato anche una piccola statua della Madonna dello Splendore su richiesta di un gruppo di fedeli. Benedetta da don Enio alla partenza, ora la statuetta sarà donata al centro di accoglienza per poveri “Un dono di Maria” di Giulianova Paese. Fioravante Palestini sembra aver dimenticato gli anni bui del carcere in Egitto. Quando viaggia sul pattino ed è solo in mezzo al mare si sente libero e ora, dice, «voglio insegnare questo senso di libertà ai giovani e ai diversamente abili». Un’impresa nuova che però non gli farà dimenticare la sua passione per le sfide. Infatti già il prossimo agosto proverà di nuovo la traversata e questa volta potrebbe avere come compagno proprio un giovane.

Mirella Lelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA