«Palestra chiusa perché ridotta a pezzi»

27 Novembre 2023

COLONNELLA. La polemica sulla chiusura della palestra comunale prosegue, anzi si accentua, dopo un post pubblicato dal sindaco Biagio Massi, che spiega cosa lo ha spinto ad agire in modo repentino....

COLONNELLA. La polemica sulla chiusura della palestra comunale prosegue, anzi si accentua, dopo un post pubblicato dal sindaco Biagio Massi, che spiega cosa lo ha spinto ad agire in modo repentino. «Non riuscendo», scrive il sindaco, «a realizzare in modo diverso il controllo di questo importante bene pubblico ho deciso di fermare gli accessi, cambiare le chiavi con delle nuove non duplicabili, ripulire la palestra ridotta in uno stato vergognoso da chi la utilizzava. Le chiavi sono state cambiate a spese del sindaco perché già avevo fatto cambiare le chiavi un anno fa ma non era servito a riordinare l’uso, visto che non avevo pensato di farle non duplicabili. Ho mandato a pulire: sono stati asportati, dai nostri operai, ben otto sacchi neri da 120 litri di immondizie di ogni genere, compresi rifiuti difficili da credere e accettare che fossero li. Abbiamo rimosso vetri rotti e pericolanti, messo in ordine le coperture dei bruciatori divelte forse nel tentativo di accenderli e spento i ventilatori dei ricambi d’aria lasciati accesi da almeno 15 giorni. Se c’è una critica da rivolgere all’amministrazione, è solo quella di non aver fatto prima tutto questo e aver dato fiducia a chi usava quel bene. La sento e mi assumo questa responsabilità».
Sul futuro della palestra, Massi assicura: «Da oggi l’uso può ripartire con il nuovo iter: si fa richiesta e se concessa (perché libera, ad esempio) si paga quanto stabilito per l’uso, si firma un documento di assunzione di responsabilità da chi la usa, si ritira la chiave non duplicabile e la si riconsegna dopo l’uso. Se la riconsegna non avviene nei tempi concessi si paga per un uso suppletivo, se le luci o il riscaldamento si lasciano accese si paga un costo compensativo e se il lassismo si ripete, l’associazione sportiva in questione non entra più in quella palestra. Gli interessati mi hanno rivolto di tutto, fino agli insulti, anche in consiglio comunale, ho avuto minacce anche di azioni legali. Va bene, sono sereno. Io», conclude il sindaco, «mi sento responsabile dei beni che i colonnellesi mi hanno dato in custodia eleggendomi e so da che parte sta il giudizio di chi non ha interessi nel tenere la palestra in quello stato».
Sandro Di Stanislao