Pancotti: ecco perché serve il dipartimento

4 Dicembre 2015

Lettera aperta del primario per rispondere a chi lo accusa di carrierismo: «Io spero di andar via»

TERAMO. Il primario di oncologia, Amedeo Pancotti, ha inviato al Centro una lettera aperta nella quale intende, così scrive, «puntualizzare alcune situazioni che da tempo rattristano il mio cuore. Mi riferisco alle illazioni che vengono, più o meno apertamente, formulate riguardo il dipartimento oncologico di Teramo, dipartimento che nell'immaginario di qualche mente distorta costituisce una forma irrinunciabile di potere o di necessario e vitale guadagno… (sono credo € 600 mensili)». Il riferimento di Pancotti è all’ipotesi, che lui da tempo caldeggia, di costituire un dipartimento di oncologia a Teramo.

Sulle ragioni per cui questo sarebbe necessario, il primario scrive: «Il dipartimento ha una specifica funzione organizzativa, ovvero permette un impiego razionale (per chi ne è capace) di risorse umane e tecniche, nonché una programmazione di budget adeguata e rispettosa delle reali necessità oggettive. Il dipartimento deve essere costituito almeno da tre Unità operative complesse (quindi non necessariamente ad personam). Sono da anni impegnato nel volontariato e visito gratuitamente centinaia di donne operate al seno, nella mia città (Ascoli Piceno) così come a Teramo, dove la mia attività libero-professionale raramente supera i 2/300 euro mensili, in quanto è stata da me ridotta solo a chi ne fa espressamente richiesta (basta verificare il mio cedolino). Ritengo pertanto necessario che ci sia un dipartimento oncologico, così come presente in tutte le oncologie abruzzesi, nell'esclusivo interesse dei nostri pazienti, potendo escludere la mia candidatura da subito, purché però ci sia, anche perché spero profondamente e vivamente, dopo anni di avversioni, di andare via prestissimo», conclude Pancotti, «da questo ospedale».

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