Panino con la muffa a Pineto Il giudice scagiona il fornitore

11 Maggio 2019

TERAMO. L’accusa era quella di commercio di sostanze alimentari nocive perché nella sua veste di titolare di una ditta produttrice avrebbe venduto un panino risultato ammuffito al momento della...

TERAMO. L’accusa era quella di commercio di sostanze alimentari nocive perché nella sua veste di titolare di una ditta produttrice avrebbe venduto un panino risultato ammuffito al momento della consumazione. Al termine dell’istruttoria il giudice onorario di tribunale Belinda Pignotti ha sentenziato che il fatto non sussiste e ha assolto Roberto Di Marzio, 46 enne di Pineto assistito dall’avvocato Eugenio Galassi. La segnalazione era stata fatta da una donna che dopo aver acquistato il panino in un negozio che si riforniva dalla ditta dell’uomo era andata a consumarlo al mare. Così scrive il giudice: «Dalle indagini emerse presso la ditta del prevenuto, fornitore di detti calzoni, non emergevano anomalie di sorta e, quindi, solo il panino acquistato dalla signora risulterebbe contaminato da ceppo micotico “rhizopus spp” che non è altro che una muffa. Tale circostanza appare anomala e lascia a codesto giudicante più di un dubbio sul fatto che al momento della distribuzione da parte del prevenuto il predetto bene fosse nocivo alla salute (circostanza, tra l’altro, di cui non vi è prova nel fascicolo). Ciò anche alla luce del fatto che non si può escludere che il panino fosse stato esposto a fonti di calore (essendo la parte offesa rimasta in spiaggia nelle ore più calde), così venendo a male per cause esterne a qualsiasi condotta del prevenuto».
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