Paolucci inaugura il nuovo angiografo 3D

Mazzini, è il primo in Abruzzo e servirà per diagnosi e interventi su ictus ed emorragie cerebrali
TERAMO. E' il primo angiografo tridimensionale in Abruzzo, e uno dei primi in Italia. Il parterre dell’inaugurazione è quello delle grandi occasioni, con l’assessore regionale Silvio Paolucci, il direttore generale della Asl Roberto Fagnano, il primario di radiologia Vincenzo Di Egidio e il responsabile dell’unità di radiologia vascolare Edoardo Puglielli.
L'apparecchiatura, che è stata inaugurata ieri nel seminterrato del secondo lotto del Mazzini, sarà prevalentemente dedicata a diagnosticare e intervenire sulle patologie cosiddette "tempo-dipendenti": ictus, emorragie cerebrali da rottura di aneurisma e malformazioni artero-venose e politraumi.
Un angiografo che sarebbe potuto entrare un funzione ormai da tempo, visto che era stato acquistato un paio di anni fa, ma sono stati necessari interventi edilizi per creare un locale apposito. Un aspetto, questo, che ha fornito motivo di riflessione sia a Paolucci che a Fagnano. «Situazioni del genere confermano che per usufruire di una tecnologia del 21° secolo c’è stato bisogno di adeguare le strutture del 19°. La verità è che c’è necessità di creare un polo tecnologico all’avanguardia, tutti noi dobbiamo aver fretta di crearlo. Il confronto sull’ospedale unico è importante, ma bisogna trovare una rapida risposta. Ed è chiaro che questo tipo di discussione non può prevedere l’unanimità, ma la maggioranza farà il bene di questa regione e di questa provincia». Anche Fagnano ha fatto notare che «dobbiamo pensare a un ospedale che sia in grado di ospitare non solo la tecnologia di oggi ma anche del futuro. E le sfide in sanità sono due: i farmaci, che hanno costi sempre più alti, e la tecnologia, senza la quale un ospedale non ha appeal». Il manager ha anche precisato che i costi per ottimizzare la vecchia rete ospedaliera sono superiori alla realizzazione di un nuovo ospedale. Considerazioni, a favore dell’ospedale unico, fatte proprie dal parlamentare Giulio Sottanelli. Anche Di Egidio ha fatto notare che «non è importante dov’è un ospedale, ma che cosa fa e come» E l’ospedale di Teramo «ìè in condizione di trattare l’ictus sia con la terapia farmacologica che con il trattamento endovascolare. Siamo stati fino al 2013 e ora siamo tornati ad esserso, il terzo centro per questo trattamento in Italia. L’ictus, d’altronde, oggi è quel che era l’infarto 30 anni fa. Attualmente abbiamo un caso di ictus ogni 53 secondi, una morte per ictus ogni 3,3 minuti».
Il nuovo angiografo 3D è la migliore tecnologia possibile per la diagnosi e il trattamento di questo tipo di patologie: permette di studiare in fase acuta tutte le patologie neuro-vascolari e di trattarle immediatamente. Possono essere trattati i pazienti con emorragia subaracnoidea da rottura di aneurismi cerebrali o malformazioni artero-venose (Mav) e subito embolizzati, escludendo la fonte di sanguinamento. Entrerà in funzione fra una decina di giorni, ultimata la formazione del personale. (a.f.)
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