Paolucci: «La scelta è l’ospedale unico»

5 Aprile 2017

L’assessore regionale non lascia spazio all’ipotesi di averne uno all’interno e uno anche sulla costa

TERAMO. Per la Regione la scelta migliore – anzi, la scelta e basta – è l’ospedale unico provinciale: dove metterlo lo deve decidere il territorio, cioè la politica locale. L’assessore alla sanità Silvio Paolucci lascia poco spazio all’interpretazione e soprattutto lascia poche speranze alla possibilità che la provincia teramana abbia due ospedali (uno a Teramo l’altro sulla costa, preferibilmente a Giulianova) e men che meno quella di mantenere i quattro presidi attualmente in funzione. Di ceto non come ospedali per acuti, ma resterebbero per altre funzioni assistenziali. «Lo so che ci sono resistenze campanilistiche», ha detto Paolucci, «la storia della sanità è fatta di guerre di campanile, ma per noi l’opzione è l’ospedale unico da situare in una posizione baricentrica: sarà il territorio a decidere esattamente dove. Sono stati individuati quattro-cinque punti dove è possibile realizzare un ospedale che risponda ai criteri regionali: lasciamo questa scelta al territorio». Gli altri tre ospedali saranno quindi utilizzati per altre funzioni. «La delibera della programmazione territoriale, la 129», aggiunge l’assessore, «dà ampia possibilità di investire nelle strutture residuanti nel momento in cui si fa la scelta del presidio unico, investendo tante risorse per poterle utilizzare per tuto ciò che è extra ospedaliero», intendendo con questo soprattutto i servizi di riabilitazione e di assistenza agli anziani. Anche perché «se non ci sarà l’intervento pubblico in questo campo ci penserà il mercato». Con l’ospedale unico verranno a mancare anche i quattro presidi di emergenza, cioè i pronto soccorso, ma per Paolucci questo non sarà un problema. «Noi non possiamo parlare di una rete di emergenza-urgenza con gli stereotipi di cinquant’anni fa. Abbiamo investito molto sui 118: i 118 di oggi non solo sono medicalizzati, ma hanno delle attrezzature dentro le ambulanze che sono totalmente diverse da quelle di trenta-quaranta anni fa. La rete dell’emergenza-urgenza è ben altra cosa rispetto al passato».

A chi gli fa notare che la cura dimagrante imposta a Teramo non vale per le altre province, perché Chieti, ad esempio, mantiene una rete ospedaliera più che doppia di quella teramana, Paolucci risponde così: «I posti letto a Chieti sono dello 0,1 per mille inferiori a quelli di Teramo. A Chieti è stata già fatta una riorganizzazione del rete per acuti passando da otto ospedali a tre». Una risposta che non ha convinto del tutto i medici presenti, ma in ogni caso far passare l’ospedale unico non sarà un’impresa politicamente facile. (e.a.)

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