Paolucci: tocca a voi decidere ma il tempo sta per finire

14 Agosto 2018

L’assessore regionale alla Sanità sottolinea l’importanza di avere una nuova struttura ma lascia la palla alla comunità locale. «Disposto a incontrare subito il sindaco D’Alberto»

TERAMO. La lettera aperta del sindaco Gianguido D’Alberto sulla sanità e in particolare sul nuovo ospedale ha riaperto un dibattito che aveva avuto un punto fermo nella decisione del precedente consiglio comunale che aveva individuato tre aree dove poterlo costruire sul territorio comunale.
Sostanzialmente nella lettera e poi a voce il sindaco ha ribadito di essere a favore di un nuovo ospedale purchè sia di “secondo livello”, cioè mantenga tutti i reparti specialistici che ha ora (e semmai li incrementi), ritenendo che uno scheletro che non produca una sanità di qualità sia inutile. Il testo della lettera, che ha dato adito a fraintendimenti, ha riaperto la discussione in città sull’opportunità o meno di costruire un nuovo ospedale. A seguire anche se a distanza le polemiche è l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci che si dice pronto a incontrare «il sindaco, la Asl e i portatori di interesse per arrivare a un orientamento di massima». Ma bisogna fare presto: gli iter per la costruzione degli altri ospedali in Abruzzo sono iniziati e Teramo è abbondantemente ultima.
«Noi dovevamo prevedere le risorse e le abbiamo previste», esordisce Paolucci, «per procedere ad atti successivi è chiaro che il territorio un orientamento di massima lo deve assumere. Noi abbiamo scelto non la strada verticale, cioè la decisione della Regione, ma quella che parte dal basso, dalla comunità locale. Non c’è alcuna imposizione dall’alto, ma non possono passare anni. E’ importante decidere entro l’anno». Qualsiasi decisione si voglia prendere. Paolucci ovviamente un’idea ce l’ha e la motiva con chiarezza. «Sono convinto che le nuove strutture siano in grado di accogliere le tecnologie del ventunesimo secolo ma anche di offrire spazi più confortevoli per i cittadini. Oggi ci sono standard molto diversi rispetto agli Anni Sessanta. Faccio un esempio, allora i bagni erano in comune alla fine della corsia, ora è inconcepibile».
Paolucci rivolge un messaggio a D’Alberto: «A lui dico che siamo a disposizione per un confronto. Sull’ospedale di secondo livello è al lavoro una commissione per creare un’offerta in comune fra Teramo e L’Aquila (come è per Pescara-Chieti, ndr) con una rete fatta in un certo modo». Per legge gli ospedali di secondo livello con i numeri che ha l’Abruzzo possono essere solo due e con una rete a due nessuno rinuncerebbe alle proprie specialistiche. «D’altronde il problema della frammentazione dell’offerta ce lo ritroviamo dal secolo scorso e dobbiamo risolverlo con una sorta di rete», ribadisce l’assessore.
Per quanto riguarda i nuovi ospedali, informa l’assessore, stanno andando avanti tutti gli altri. A disposizione di Teramo ci sono almeno 120 milioni, derivanti dai fondi per il sisma e dall’articolo 20. Ma per ora non si sa che farne.
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