«Papà soffriva nell’ascoltare le brutte notizie da Caracas»

12 Maggio 2021

TERAMO. «Papà aveva un fortissimo legame con il Venezuela e soffriva molto ad ascoltare le notizie non incoraggianti che arrivavano da lì. Gli piangeva il cuore e spesso decideva di evitarle per non...

TERAMO. «Papà aveva un fortissimo legame con il Venezuela e soffriva molto ad ascoltare le notizie non incoraggianti che arrivavano da lì. Gli piangeva il cuore e spesso decideva di evitarle per non farsi sopraffare dalla tristezza». È il figlio Erminio a raccontare del rapporto speciale che legava il padre Amedeo Di Lodovico con il Venezuela, «una terra che gli aveva dato tanto e che aveva trasformato insieme agli altri italiani», aggiunge. Una terra che Amedeo non aveva dimenticato, ma che a sua volta non ha dimenticato lui, tanto che gli emigrati che sono ancora lì, quelli che sono tornati e i loro figli lo ricordano con stima e affetto. «Ci ha sempre sostenuti», confidano gli appartenenti alle diverse associazioni italo - venezuelane teramane, «partecipava alle nostre manifestazioni e gli si leggeva il sorriso negli occhi». «Per noi è morto un gigante del Venezuela», dice commosso Edoardo Leombruni, medico italo - venezuelano, presidente nazionale della “Associazione latino - americana Italia onlus”, coordinatore del progetto “Ali per il Venezuela” che in cinque anni ha permesso l’invio di 70 tonnellate di farmaci e latte per i neonati. «Amedeo è stato il rettore degli aiuti umanitari, un padre per tutti gli emigrati abruzzesi e italiani e quando si trattava di solidarietà lui e la sua famiglia ci sono sempre stati. Ha fatto moltissimo per gli emigrati in difficoltà, tutti apprezzano la sua opera e oggi la sua è una perdita molto sentita qui e oltreoceano. Amedeo rappresenta la Venezuela bella, quella del migrante che con il lavoro si è costruito da solo, ma che non ha dimenticato chi non ce l’ha fatta». (a.d.f.)