Papilloma, la Asl chiama cento donne in un giorno
Petrella (Uil medici): azienda in ritardo con lo screening e ora deve controllare 1.970 pazienti in meno di un mese
TERAMO. Impossibile sottoporre 1.970 donne allo screening per il cancro al collo dell’utero in meno di un mese. A sostenerlo, facendo due conti, è il ginecologo del consultorio e dirigente sindacale della Uil medici Roberto Petrella.
«Entro il 15 dicembre il consultorio di Teramo dovrà chiamare 1.970 donne per far loro i prelievi per il Papilloma virus», annuncia il sindacalista, «ovviamente per raggiungere questo numero in così poco tempo hanno dovuto intensificare le giornate dedicate allo screening estendendole dal lunedì al venerdì e il sabato mattina. Si pensi che solo per mercoledì prossimo (domani, ndr) hanno inviato 100 lettere ad altrettante pazienti, che dovrebbero venire al consultorio dalle 9 alle 18,30 con una pausa dalla 12,30 alle 14. E’ evidente che la quantità va a discapito della qualità». Petrella fa notare che tutto ciò si somma all’attività ordinaria del consultorio, che in media svolge 7 visite al giorno, con ecografie annesse.
Delle due ostetriche una per legge deve assisterlo durante le visite «dunque chi farà i prelievi per nell’altro dei due lettini ginecologici, quello dedicato al Pap test e un’ostetrica, l’altra delle due. E considerato che per un Pap test, fra accoglienza e prelievo, occorrono in media 15-20 minuti, significa che in un’ora se ne possono fare quattro. E’ dunque matematicamente impossibile fare 100 prelievi in 7 ore e 30 minuti. In questo lasso di tempo se ne possono fare al massimo 32. La verità è che si spera che non vengano tutte le donne convocate per lettera. Ma è giusto questo? L’importante è inviarle, quelle lettere, per rientrare nei parametri. Se poi le donne non vengono a chi importa? Faccio notare che le donne che non vengono non verranno richiamate a fare il prelievo nel 2015. Perchè alla Asl non ci si è organizzati per tempo?».
Sostanzialmente il medico-sindacalista osserva che sarebbe stato meglio sistemare per tempo gli elenchi delle pazienti da coinvolgere nello screening: molti indirizzi sono cambiati, molte si sono operate, ed esempio, isterectomia. Petrella chiede al direttore generale della Asl, Roberto Fagnano, di ascoltarlo «visto che lavoro nei consultori da 30 anni e sono in grado di dare dei consigli e suggerimenti». Un simile appello viene rivolto anche al governatore Luciano D’Alfonso e all’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci.
«Al direttore generale vorrei dire che tutto questo discorso, compresi i consultori, devono far parte del dipartimento di prevenzione e non del dipartimento di medicina del territorio». (a.f.)
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