Parcheggio nel caos ma niente multe

Roseto, Comune e privato in causa sulla proprietà e i vigili non possono intervenire
ROSETO. Un parcheggio in pieno centro a Roseto sembra essere terra di nessuno: le macchine vengono lasciate alla rinfusa e migranti si trasformano in parcheggiatori abusivi. Non è però un parcheggio qualsiasi quello compreso tra via Gabriele D’Annunzio e via Cavour, perché i vigili urbani non possono sanzionare con le multe le auto fuori dagli stalli né allontanare i migranti. Il motivo? E’ un’area privata della famiglia Di Giuseppe. La storia, però, inizia da lontano: quell’area, tramite un contratto di comodato gratuito, era stata concessa dal privato al Comune (all'epoca c’era l’amministrazione Di Bonaventura) che l’ha utilizzata come parcheggio, e il giovedì mattina come sede del mercato. Nel febbraio 2010 la zona pare sia stata restituita al privato («c’è un documento scritto, da me firmato», sostiene l’attuale consigliere comunale Rosaria Ciancaione, allora dirigente di ragioneria) ma continua ad essere usata dal Comune come parcheggio, con i vigili che sanzionano multe, e il giovedì mattina come sede del mercato fin quando, il 18 ottobre 2012, lo stesso non viene trasferito sul lungomare dall' amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, e i vigili urbani smettono di fare le multe nel luglio 2016. Il privato, tramite il suo avvocato Francesco Giannace, sostiene che «quell’area non gli sia stata mai restituita formalmente in realtà, e che il Comune abbia continuato a riscuotere la Tosap (tassa sul suolo pubblico) e a fare multe ingiustamente», mentre Ciancaione dice che «quell’area è stata riconsegnata al privato con un documento scritto». Ora c’è un contenzioso in corso dove il privato chiede un cospicuo risarcimento al Comune. Quale potrebbe essere la soluzione affinché le macchine non parcheggino più lì? Basterebbe recintare l'area. E il sindaco Sabatino Di Girolamo cosa ne pensa? «C’è una causa in corso», dice, «vedremo quale sarà la decisione del giudice. Purtroppo è una delle tante cause pendenti, sicuramente una delle più pesanti insieme a quella dell’autoporto, ma ce ne sono altre. Stiamo facendo una ricognizione di quelle più importanti per vedere se è possibile fare dei tentativi di componimento bonario ed evitare, per l’ente Comune, condanne iperboliche».
Luca Venanzi
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