Parco del Cerrano, è scontro nella Lega

28 Gennaio 2021

Il sindaco di Silvi si autosospende dal Carroccio: il partito ha ordinato una strategia diversa da quella decisa in giunta

PINETO. Il caso della mancata elezione del presidente dell’Area marina protetta crea un terremoto politico a Silvi. Dietro la mancata quadra di martedì scorso tra i cinque componenti del Cda (la cui maggioranza è espressione del centrodestra) sull’elezione del nuovo presidente tra Fabiano Aretusi (area Pd) e Giuseppe Gentile (rappresentante delle minoranze dei consigli comunali di Silvi e Pineto) ci sono beghe interne alla Lega che avrebbero secondo indiscrezioni generato addirittura l’autosospensione temporanea dal partito da parte del sindaco Andrea Scordella. Dietro le quinte si scopre che nella mattinata stessa delle elezioni, si sia tenuta nel Comune di Silvi una riunione di giunta nella quale era stato indicato al consigliere del cda del parco Walter Varani (eletto da Silvi in quota Lega) di votare il candidato di Pineto Aretusi. Ma poco prima dell’elezione sarebbero arrivati dei diktat della Lega provinciale e regionale diretti a far astenere Varani. Cosa che ha poi ha realmente fatto. L’ingerenza non è scesa giù al sindaco Scordella che ieri si sarebbe autosospeso dalla Lega in attesa di definire l’accaduto direttamente con il segretario Matteo Salvini. A gestire le fila della strategia leghista a livello provinciale sarebbe stato Benigno D’Orazio.
Non finisce qui. Sulla mancata elezione del presidente ieri è scoppiata anche l’ira del presidente dell’assemblea del Consorzio del Parco Robert Verrocchio che ha scritto: «Con tre schede bianche del centrodestra, è stato di fatto sancito un ulteriore blocco delle attività dell’Area marina. Sono intenzionato a diffidare il Cda a convocarne entro pochi giorni uno nuovo per eleggere il presidente nel rispetto dello statuto e se questo non accadrà chiederò io al ministero dell’Ambiente che il Parco venga commissariato». Quanto alla richiesta di rivisitare lo statuto richiesta a gran voce da più parti politiche compresa la Lega, Verrocchio afferma: «Una volta portata a termine l’elezione del presidente, io non ho problemi a sedermi con i soci e discuterne. Se ci sarà da introdurre la rappresentanza di genere lo faremo, ma se qualcuno pensa che dietro la modifica dello statuto ci possa essere la possibilità di rimuovere il diritto per il Comune di Pineto o per il Comune di Silvi di esprimere il presidente allora questa modifica non potrà esserci mai».
Ieri tra i consiglieri del Cda del parco che hanno votato scheda bianca c’è chi ha evidenziato come la scelta sia stata dettata dalla responsabilità di non investire nessun presidente se prima non fosse stato risolto il problema delle quote rosa, che potrebbe un domani invalidare tutte le decisioni. La stessa Lega Teramo prima dell’elezione aveva evidenziato: «La problematicità dello statuto del Parco è stata da noi sollevata a novembre del 2020, quando lo abbiamo dichiarato incoerente sul piano della governance e anacronistico e discriminatorio sul piano del rispetto della parità di genere».
Ieri nell’arena è scesa in campo anche Italia Viva Pineto, secondo cui Verrocchio avrebbe dovuto trovare un accordo trasparente con il centrodestra circa l’elezione del presidente del Parco. In una nota i renziani scrivono: «Suggeriamo a Verrocchio di rimettere in tempi stretti un nuovo bando, dando nel frattempo la presidenza al centrodestra e immettendo nei cinque nominativi la differenza di genere. Solo così si potrà superare il rischio di un commissariamento. Italia Viva in questi giorni parlerà con i rappresentanti del centrodestra per trovare una possibile via di uscita».
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