Parco Gran Sasso, Navarra torna in sella

Il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar, sospeso l’atto ministeriale che ha sancito la fine del mandato del presidente
TERAMO. È rimasto lontano dal quartier generale di Assergi per nove mesi. Dopo un’estate di battaglia legale Tommaso Navarra torna alla guida del Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga. Lo stabilisce il Consiglio di Stato con l’ordinanza che di fatto ha ribaltato il pronunciamento del Tar sulla legittimità dell’atto con cui a giugno l’allora ministero per la Transizione ecologica aveva posto fine al mandato quinquennale del presidente.
L’ATTO IMPUGNATO
La conclusione dell’incarico era stata motivata con l’uscita dalla fase critica dell’emergenza Covid che, nella primavera del 2020, aveva indotto il governo a disporre la proroga degli organi di enti e organismi pubblici in scadenza. Navarra avrebbe terminato il proprio mandato a giugno, ma in base a quel provvedimento è rimasto alla guida dell’Ente parco per nove mesi oltre la scadenza naturale. Per il ministero, che sul caso aveva ricevuto una segnalazione da parte del sindacato Usb, il superamento dell’emergenza decretata a fine marzo dal Governo ha comportato la chiusura del mandato di Navarra che si era protratto fino a giugno scorso. Questa interpretazione delle norme è stata confermata dal Tar che in prima battuta ha negato all’avvocato teramano la sospensione del provvedimento ministeriale e dunque il suo ritorno alla presidenza nel frattempo affidata in via transitoria al sindaco di Carpineto della Nora Donatella Rosini, già vice di Navarra.
IL NUOVO GIUDIZIO
L’ex presidente, però, non ha rinunciato a far valere i propri diritti e tramite i legali incaricati ha impugnato il pronunciamento del Tar. La scelta si è rivelata dunque azzeccata perché il Consiglio di Stato, a differenza di quanto stabilito nel primo grado di giudizio, ha ritenuto illegittimo l’atto con cui il ministero ha di fatto indicato l’uscita dall’Ente parco a Navarra. L’ordinanza che lo rimette in sella fa riferimento sia alle disposizioni anti-Covid che al cosiddetto “decreto semplificazioni” varato l’anno scorso dal Governo. Questi due provvedimenti, spiega il Consiglio di Stato, hanno comportato «prima la proroga degli organi e poi il prolungamento della durata in carica e, con essa, del mandato di coloro che pro tempore ricoprivano l’incarico». Secondo il supremo collegio della giustizia amministrativa, a differenza di quanto sostenuto dal ministero, «in base alle disposizioni richiamate non risulta possibile distinguere tra scadenza naturale del mandato, proroga del mandato, proroga dei termini e proroga degli organi»
c’è il danno a navarra
Secondo il Consiglio di Stato vanno considerati anche gli effetti del “decreto semplificazioni” che, nelle more degli adempimenti legati al Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza) per le aree protette, ha previsto la permanenza in carica di presidenti e consigli direttivi. La conseguenza è chiara. «Il mandato del presidente dell’Ente parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga non è quindi scaduto il 31 marzo», sottolinea l’ordinanza proprio perché al momento della conversione in legge del decreto era Navarra in carica anche se grazie alla proroga per il Covid. «Sembra potersi effettivamente opinare che tale mandato andrà a scadere il 15 dicembre 2025», conclude dunque il Consiglio, ravvisando il danno patito da Navarra per la decisione del ministero che quindi viene bloccata.
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