«Parco marino ostaggio delle logiche spartitorie del Pd»

14 Settembre 2015

SILVI. «L'Area marina protetta del Cerrano è ostaggio delle logiche di spartizione del Partito Democratico abruzzese. Vogliono trasformare questa bella realtà in un posto di lottizzazione politica...

SILVI. «L'Area marina protetta del Cerrano è ostaggio delle logiche di spartizione del Partito Democratico abruzzese. Vogliono trasformare questa bella realtà in un posto di lottizzazione politica utile alle nomine e alle poltrone di partito». La minoranza consiliare "Silvi per le Libertà" denuncia il caso politico che si sta creando intorno al Parco marino e si appella al sindaco di Silvi, Francesco Comignani, invitandolo a far rispettare il ruolo di Silvi e soprattutto lo Statuto dell'Amp Torre di Cerrano: «Pensavamo che l'amministrazione Comignani potesse gestire, nell'interesse del Parco marino, il ruolo del Comune di Silvi. Purtroppo il sindaco brancola nel buio perché è ostaggio delle logiche di spartizione del Partito Democratico regionale che vede il Parco marino come la solita occasione per accontentare amici e alleati. Il rischio è la paventata uscita della Provincia di Teramo dal consiglio di amministrazione dell'Amp che andrebbe a creare un grave scompenso per quanto riguarda le quote di partecipazione andando a rafforzare il Comune di Pineto e indebolendo Silvi».

Per la minoranza silvarola, «allo stato attuale il rischio è che il 52,95% delle quote andrebbero al Comune di Pineto, il 29,40 % al Comune di Silvi e 17,65% alla Regione Abruzzo, a fronte della vecchia ripartizione che prevedeva un 45% al Comune di Pineto, un 25% al Comune di Silvi e un 15% rispettivamente a Provincia e Regione: una situazione questa che garantisce equilibrio e tiene lontano i partiti».

Per l’opposizione l'Area marina protetta diverrebbe «un consorzio ad uso e consumo del Comune di Pineto che ad oggi esegue gli ordini politici regionali e Silvi dovrebbe solo pagare e fare da comparsa».