Parco Savini, abbandonati resti di potatura
Roseto, le proteste dei cittadini per i cumuli di frascame lasciati sui sentieri dell’area verde
ROSETO. Cumuli di frasche, frutto di una recente potatura, fanno bella mostra di sé nel parco Savini. Da diversi giorni, infatti, i numerosi frequentatori del grande giardino pubblico rosetano, lamentano la presenza di rami tagliati e frasche secche abbandonati in mezzo alle aiuole, proprio a ridosso dei sentieri che attraversano il parco, utilizzati ogni giorno anche da bambini e mamme con carrozzine al seguito. Una situazione che in molti credevano temporanea, ma a distanza di diversi giorni dai lavori di potatura effettuati dagli addetti comunali, a tutt’oggi nessuno si è ancora attivato per rimuovere i cumuli di erbacce. Molti i rosetani che hanno denunciato tutto questo, anche attraverso il web. Si tratta di residenti nel quartiere, ma anche persone che abitano in altre zone di Roseto, ma che comunque apprezzano la presenza dell’ampio polmone verde che si estende dalla statale 16 fino al lato mare della città. «Il parco Savini non è curato abbastanza durante l’anno», sottolinea un fruitore della struttura, «ma in questi giorni la situazione è degenerata del tutto. Non è proprio un bel vedere, soprattutto se qualcuno, come me, ricorda le battaglie portate avanti dal compianto sindaco Giovanni Ragnoli per acquisire a patrimonio pubblico questa ampia area verde». La fontana, diventata habitat naturale per molte rane, è un ricettacolo di immondizia e le mamme con passeggino al seguito incontrano molte difficoltà per attraversare il parco, visto che il fondo dei viali è malandato in più punti. «Ci sono degli avvallamenti così pronunciati», interviene un ex marinaio residente nella zona, «che se non si presta molta attenzione le carrozzine rischiano di ribaltarsi». Le cose non vanno meglio nel lato del parco che si affaccia sul lungomare, peraltro molto frequentato da bambini che amano svagarsi con i numerosi giochi a loro disposizione. «Da questa parte non c’è erba ma solo ghiaia», è la costatazione di una mamma mentre controlla il bimbo che gioca su uno scivolo, « pertanto abbiamo il terrore che tra i sassi possano trovarsi vetri rotti o, ancora peggio, siringhe usate, visto che non ho mai visto qualcuno fare le pulizie».(f.ce.)
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