Parenti dei defunti costretti a pagare la camera mortuaria

5 Marzo 2015

Asl, alcune imprese di pompe funebri conteggiano ai clienti servizi assicurati gratuitamente dai gestori degli obitori

TERAMO. Se fosse un libretto da un euro, di quelli che si trovano negli autogrill, il titolo potrebbe essere “Come fare i soldi in tre mosse con il caro estinto”.

Il problema è che è tutto reale, accade negli obitori della Asl di Teramo. A segnalare quella che a tutti gli effetti è una truffa è un cittadino che ha subito recentemente un lutto. «Mio suocero è morto durante un ricovero all’ospedale di Teramo», racconta F.D.F., «e ci è stato detto che non potevamo vestirlo noi parenti, come avremmo voluto fare anche per un ultimo segno di affetto. Ci hanno detto che è obbligatorio farlo fare dagli addetti e che ci sarebbe costato 200 euro». La famiglia, affranta dal dolore, non ci ha pensato su e ha pagato. Ma passato qualche giorno, sono tornate a galla le perplessità: possibile che un’azienda sanitaria imponga una spesa simile ai familiari di chi muore in ospedale? La risposta è no.

F.D.F. ha in effetti scoperchiato un vaso di Pandora. Non è questo il primo caso di una serie di spese inesistenti fatte pagare ai familiari del morto. In alcuni casi addirittura sono stati fatti sborsare 50 euro al giorno per la sola permanenza della salma nella camera mortuaria. O anche per il consumo di elettricità delle appliques poste all’interno della stessa camera mortuaria.

«Non se ne può più», spiega Pasqualino Olivieri, responsabile del centro servizi “Gli angeli” che gestisce i quattro obitori della Asl, «ne sentiamo di tutti i colori. Ci risulta che ci siano imprese funebri le quali dicono ai clienti che noi che gestiamo gli obitori facciamo addirittura pagare la sosta della salma nella camera mortuaria. Ovviamente non è vero, assolutamente».

Olivieri spiega che sulla vestizione del defunto il parente può avvalersi dell’opera degli operatori de “Gli angeli”, che in questo caso costa 80 euro, con regolare fattura. Ma può anche farlo da solo o delegare la ditta di onoranze funebri. Nel caso di autopsie e riscontri diagnostici la vestizione, peraltro, viene svolta gratuitamente dagli addetti agli obitori per ragioni igienico sanitarie. La documentazione per il trasferimento a casa è inoltre gratuita – tiene a precisare Olivieri – che racconta come ci sia qualche malcapitato che l’abbia pagata, sempre all’impresa di onoranze funebri. «Non costano niente nè la sosta della salma nella camera ardente, nè il consumo di elettricità», precisa, «noi abbiamo anche scritto un opuscolo, che diamo ai parenti del defunto, in cui si spiega tutto, proprio per cercare di impedire che si verifichino queste situazioni». Ma evidentemente i familiari, affranti, prestano scarsa attenzione al volantino in cui è scritto peraltro che il personale sanitario non può suggerire di rivolgersi a questa o quella ditta (cosa che accade spesso): «Diffidi di chiunque che, a qualunque titolo, le suggerisca informazioni in merito e provveda a segnalarle alla direzione sanitaria».

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