Parla il prof aggredito a scuola: «Mi aspetto provvedimenti, ma non cerco vendette»

Nereto, le dichiarazioni dell’insegnante di diritto Antonio Strozzieri (foto) ferito al termine di una lezione in classe. Ma slitta la decisione del consiglio d’istituto. La preside: «La comunicheremo nei prossimi giorni»
NERETO. «Servono provvedimenti, ma non è una forma di vendetta». Torna a parlare Antonio Strozzieri, il professore di diritto aggredito e ferito la scorsa settimana da quattro studenti minorenni dell’istituto superiore Peano-Rosa, nel giorno in cui il consiglio d’istituto era chiamato a decidere le loro sorti. La seduta fiume è andata avanti fino alla tarda serata di ieri, segnale questo di quanto complicata fosse la situazione e sintomo di dubbi all’interno dell’organo collegiale. La preside dell’istituto vibratiano Margherita Trua ha fatto sapere che «la decisione sarà comunicata nei prossimi giorni». Gli studenti, denunciati sia dal docente che dalla dirigente scolastica, rischiano a livello disciplinare la bocciatura con una insufficienza o l’espulsione dalla scuola. C’è poi l’inchiesta, aperta dal procuratore per i minorenni dell’Aquila David Mancini. I quattro studenti sono infatti sotto indagine da mercoledì. A scatenare l’ira dei minorenni era stato un intervento del professore circa il loro rendimento scolastico. Strozzieri, intervenuto al Tgr Abruzzo, ha ribadito che «agli allievi che avevano gravi insufficienze non avrebbe consentito interrogazioni dell’ultimo minuto per recuperare». Quindi per alcuni sarebbe stato impossibile recuperare il debito scolastico. Al cambio dell’ora il docente, stando al suo racconto, è stato «spintonato dai quattro alunni», e dopo «una spinta più violenta è finito contro il muro procurandosi una frattura al naso». Il docente di diritto ha presentato una denuncia ai carabinieri. Non tutta la classe è finita sotto la lente della scuola bensì solo quegli studenti che – direttamente o indirettamente – hanno preso parte al grave episodio che ha portato al ferimento del docente, costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso.
Il caso è finito sotto la lente d’ingrandimento del ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, che ha espresso nei giorni scorsi vicinanza al professore di diritto e si è detto favorevole al pugno duro per queste situazioni. Valditara ha contattato la preside del Peano-Rosa per informarsi sulle condizioni del docente e per esprimergli «vicinanza, solidarietà e forte incoraggiamento». Ha apprezzato inoltre la linea rigida adottata dalla scuola che ha deciso di denunciare i quattro autori dell’aggressione e pensato a provvedimenti disciplinari. «Va ripristinato il rispetto della autorità dei docenti», ha sottolineato Valditara dopo il confronto con la dirigente scolastica, «non vi può essere nessuna indulgenza verso i violenti». Proprio Valditara aveva evidenziato, pochi giorni prima dell’aggressione a Nereto, che in questi casi è necessario denunciare gli studenti, affinché possano ricevere il giusto insegnamento. Il riferimento del ministro era rivolto all’episodio dell’aggressione di tre studenti, di 17, 16 e 15 anni, ai danni dei propri docenti avvenuto a Parma. In quella circostanza non è arrivata alcuna denuncia da parte dei professori, al contrario di quanto avvenuto per il caso dell’istituto vibratiano. Le parole del ministro hanno poi alimentato lo scontro a distanza con il professore dell’istituto di Parma, che ha confermato la sua linea più morbida. Si è trattato del caso più eclatante nelle ultime settimane: dopo la rissa, il cui video ha fatto il giro del web , non sono arrivate denunce, ma i tre studenti sono stati sospesi per 30 giorni. All’indomani dell’aggressione ai danni del docente al Peano-Rosa di Nereto, sono arrivate notizie poco anche dal Trapanese. Lì uno studente di undici anni ha tentato di accoltellare il suo professore di tecnologia trasmettendo un video in diretta.
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