«Parlo con chi sta sopra Minosse»

16 Marzo 2016

Di Sabatino replica al segretario Pd e strizza l’occhio a D’Alberto

TERAMO. «Io non mi devo imporre, la mia operazione politica non è di strappo, ma di inclusione e condivisione, fare il sindaco è un atto di rispetto nei confronti dei cittadini». Così Alfonso Di Sabatino Martina prende posizione dopo le stoccate del segretario provinciale del Pd Gabriele Minosse che ha stroncato l'ipotesi di una sua candidatura a sindaco per il centrosinistra.

Di Sabatino lascia intendere di avere altri interlocutori e di non essere interessato a un dialogo con il segretario Pd anche perchè impegnato sul fronte regionale a ufficializzare l'adesione al nuovo progetto politico che Giulio Borrelli e l'assessore regionale Andrea Gerosolimo presenteranno il 3 aprile a Chieti. Di Sabatino, se da un lato ufficializzerà la sua posizione nella squadra di quelli che saranno ex Abruzzo Civico, sul fronte comunale continua le trattative per allargare la base del suo progetto. Indiscrezioni parlano trattative con i due consiglieri Angelo Puglia e Guido Campana, con i Fratelli d'Italia Raimondo Micheli e Domenico Sbraccia, ma anche con il forzista Italo Ferrante. Di Sabatino, chiamato a rispondere sugli interlocutori del centrosinistra, ha detto di guardare con stima al capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto che vorrebbe coinvolgere nel suo gruppo, forte del convincimento che il Pd non sarà riconoscente al suo capogruppo come avvenuto in passato con Giovanni Cavallari. E anche a quest'ultimo Di Sabatino rivolge ammiccamenti. «Il punto di partenza non è lo schieramento, ma il progetto su cui creare una larga maggioranza di centro che abbia a cuore la rinascita della città. Conto sulla disponibilità di tanti cittadini, non solo provenienti dalla politica codificata, ma dalle professioni e dalla società civile che hanno voglia di riportare al voto quel 35% di elettori che non vanno a votare», dice.

E non risparmia stoccate al Minosse: «E' singolare come da Gatti a Minosse ci sia un particolare interesse per il mio progetto civico. Alla luce di questo mi domando se c'è un legame tra i due che non sia confinato alle sole elezioni a Cortino ma che abbia altri scenari provinciali, tipo il Ruzzo. L'infelice uscita del segretario pro-tempore del Pd mi induce a interloquire con elementi più rappresentativi del suo partito con i quali da tempo ho iniziato un ragionamento. Ciò non significa che il cantiere centrista abbia come unico interlocutore gli amici del centrosinistra». Quali sbocchi nel centrodestra viste le scintille con Gatti? «Non ho contrapposizione personali, ma sui temi e sui metodi. Per questo mi sono tenuto fuori dalla giunta». (m.d.t.)

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