Parolisi dai giudici per vedere la figlia
Udienza conclusiva al tribunale dei minori di Napoli, entro marzo la decisione dei magistrati
TERAMO. L’ex caporal maggiore Salvatore Parolisi chiede di poter incontrare la figlioletta che non vede dal luglio del 2011 e il tribunale dei minori di Napoli, dopo aver chiuso l’istruttoria, si è riservato di decidere entro il mese di marzo. Questo, in sintesi, l’esito dell’ulrima udienza sul caso che si è svolta ieri mattina nella città partenopea. Dopo essere stato condannato a vent’anni di carcere con sentenza definitiva per l’omicidio della moglie Melania Rea, Parolisi ha fatto istanza ai giudici minorili per chiedere di poter incontrare la bambina (che oggi ha sei anni) affidata ai nonni materni dopo che i magistrati hanno stabilito la revoca della potestà genitoriale. L’uomo ad ottobre è stato degradato dall’esercito e trasferito nel carcere di Bollate: così ha stabilito la Corte di appello di Perugia. Con questa decisione i giudici hanno accolto la richiesta della procura generale di applicare la pena accessoria e quindi di degradare, espellendolo di fatto dall'esercito, Parolisi.
Secondo i legali di Parolisi, gli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, che avevano sollevato difetto di giurisdizione in quanto a loro avviso il collegio non poteva decidere se degradarlo essendo una questione di ambito militare, l'applicazione della pena accessoria è stata chiesta dalla procura generale di Perugia su sollecitazione dell'amministrazione dell'esercito dopo che la condanna è diventata definitiva. Perchè per i giudici quel 18 aprile del 2011 è stato lui ad uccidere con 35 coltellate la moglie Melania e a lasciarla agonizzante nel bosco di Ripe.
Dopo la condanna definitiva i suoi legali hanno annunciato ricorso alla Corte europea di Strasburgo. «Quello a Parolisi», dicono, «rimane un processo aperto, con grandissimi dubbi. Tante ombre e incertezze non dissipate dalle sentenze. È quindi inevitabile un ricorso alla Corte europea di Strasburgo per stabilire se il nostro assistito abbia subito un giusto processo». Parolisi, destinatario di decine di lettere di fan, protagonista di una pagina Facebook con duemila iscritti convinti della sua innocenza, continua a ripetere che non ha ammazzato suamoglie, che l’ha tradita ma non uccisa. Che quel giorno di aprile è rimasto a far dondolare la figlia sull’altalena del pianoro di Colle San Marco, mentre Melania è sparita alla ricerca di un bagno.(d.p.)
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