Parolisi in aula piange e chiede di incontrare la figlioletta

TERAMO. L’ex caporal maggiore Salvatore Parolisi piange in aula e chiede di poter incontrare la figlioletta di sette anni che non vede dal luglio 2011, quando venne arrestato con l’accusa di aver...
TERAMO. L’ex caporal maggiore Salvatore Parolisi piange in aula e chiede di poter incontrare la figlioletta di sette anni che non vede dal luglio 2011, quando venne arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie Melnia Rea. Oggi che è stato condannato a vent’anni di carcere con sentenza definitiva, Parolisi torna nuovamente davanti ai giudici, questa volta quelli del tribunale dei minori, per chiedere di poter incontrare la bambina affidata ai nonni materni. Ieri il giudice del tribunale dei minori si è riservato rinviando il tutto a fine gennaio.
Parolisi in aula ha ribadito di voler vedere la bambina «che gli manca tantissimo» Già un paio di anni fa, ricorda il fratello di Melania, Michele Rea, Parolisi presentò la stessa istanza. Il giudice, però, la rigettò per «disinteresse». «Sì perché lui non si è mai interessato alla piccola e soprattutto, non dimentichiamo mai, che è lui ad aver distrutto la vita della bambina», dice Michele, «ha ucciso la madre, sua moglie, di cosa dobbiamo parlare più? Quello che è certo, e che ribadiremo sempre, è che noi faremo di tutto affinché lui non la riveda mai più». Nell’ udienza di ieri c’è stata anche la richiesta del pm di far decadere la potestà genitoriale. «Nel 2012, come pena accessoria alla condanna, gli fu già tolta la potestà genitoriale», spiega Rea, «ora però resta la sede civile dove la decisione era stata sospesa in attesa del terzo grado di giudizio». Pochi giorni fa l'ex caporal maggiore è stato degradato dall’esercito dopo che la Corte d’appello di Perugia ha accolto la richiesta della procura generale. Anche la degradazione era una pena accessoria prevista dalla sentenza definitiva per l'omicidio della moglie che è arrivata lo scorso 16 giugno con la condanna della Cassazione a 20 anni. Dopo il pronunciamento della Corte d’appello Parolisi è stato già trasferito dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere a quello milanese di Bollate.
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