Parte il censimento dell’antica gallina nera

Atri, via alla seconda fase del progetto che punta a valorizzare la razza autoctona e a venderne le uova
ATRI. Parte la fase del censimento dell’antica razza della gallina nera atriana. Il direttore dell’Oasi Wwf “Calanchi di Atri” Adriano De Ascentiis giorni fa è andato nelle varie fattorie che hanno avviato il progetto di recupero e conservazione dell’ovaiola, effettuando una prima punzonatura identificativa. De Ascentiis ha detto: «Grazie al Gal “Terre d'Abruzzo” è partita la seconda fase del progetto. La prima è consistita in una serie di prelievi di piume dell’animale, che servirà a una nuova tipizzazione genetica della razza e alla valutazione degli accoppiamenti. Al censimento seguirà una fase di formazione zootecnica dedicata alle famiglie custodi della specie».
Il progetto è condiviso con il dipartimento di veterinaria dell’Università degli studi di Torino, che andrà a formare i produttori sulle tecniche per migliorare la razza. Poi ci sarà uno studio di marketing con l’idea di commercializzare le uova in un'apposita confezione con il marchio della gallina nera e si potrà avviare così la vendita diretta presso i produttori. Obiettivo è puntare, data la scarsa produzione, alla vendita in rinomati ristoranti gestiti da chef stellati.
Il progetto, nato anni fa, si avvia alla sua definizione e al momento le galline allevate sono circa 250 in tutto il territorio abruzzese. Si mira a raddoppiare il loro numero entro poco tempo con l'individuazione di allevatori seri e convinti delle potenzialità degli investimenti.
La gallina nera era raffigurata nell’antica monetazione atriana del II secolo avanti Cristo. Delle caratteristiche di fecondità della specie avevano parlato storici del passato come Plinio. Anche il Comune di Atri ha sposato l’avvio della procedura di allevamento tra i giovani imprenditori agricoli del comprensorio delle Terre del Cerrano. ( d.f.)
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