Partito lo sciopero alla Rolli I lavoratori: «Pronti a trattare»

Ieri il primo giorno di una settimana di agitazioni contro l’affidamento a un’impresa esterna della gestione dei magazzini. Gli uffici legali dei sindacati dubitano della legittimità dell’operazione
ROSETO. «Siamo pronti in ogni momento a sospendere lo sciopero, qualora la Rolli dia un segnale concreto per riprendere le trattative». Dalle parole dei rappresentanti dei lavoratori (Rsu) si riesce a cogliere la disponibilità al dialogo da parte dei dipendenti dell’importante azienda rosetana; un’apertura che però al momento non sembra trovare riscontro nella controparte. Intanto ieri si è svolto il primo giorno di sciopero indetto dai sindacati per l’intera settimana, fino a lunedì 3 novembre, dopo un’infuocata assemblea dei lavoratori, al termine della quale si è formato un fronte compatto per ridare vigore alla protesta.
Infatti, dopo il grande corteo del 15 giugno scorso, cui hanno preso parte anche molti rosetani non dipendenti della Rolli, la situazione sembrava stabilizzata, anche se lo stato di agitazione non era mai stato revocato. Cos’è successo nel frattempo tanto da far riaccendere la scintilla della protesta? Qualche giorno fa l’azienda convoca i rappresentanti dei lavoratori per informarli della decisione, già presa, di esternalizzare la gestione dei magazzini. In quell’occasione, quindi, i lavoratori apprendono che a partire dal 1° novembre a occuparsi dello stoccaggio, oltre che del carico e scarico merci, non sarà più direttamente la ditta Rolli, bensì un’azienda del gruppo Di Cosimo, con il quale la Rolli ha già raggiunto l’accordo. L’operazione coinvolgerebbe una trentina di lavoratori a tempo indeterminato, i cosiddetti “fissi”, e altrettanti stagionali, abilitati all’utilizzo dei carrelli elevatori. Il passaggio di società spaventa i dipendenti della Rolli, sia i fissi che gli stagionali, i quali vedrebbero venir meno una serie di diritti maturati nel tempo, oltre all’incognita dello stipendio, che sarebbe comunque inferiore. Per questo motivo i lavoratori fissi sono intenzionati a rifiutare il passaggio, pertanto verrebbero ricollocati in un altro settore, sempre all’interno della Rolli. Questo significherebbe l’impossibilità a essere richiamati per numerosi stagionali, il cui posto sarebbe occupato dai carrellisti ricollocati, in quanto dipendenti a tempo indeterminato, perdendo in questo modo la possibilità di lavorare sei mesi, come accade da sempre, beneficiando dell’indennità di disoccupazione per il resto dell’anno. Ma l’operazione annunciata dall’azienda è al vaglio degli uffici legali dei sindacati per valutarne la legittimità. Da una prima analisi, infatti, sembra che non siano esternalizzabili i servizi legati alla trasformazione del prodotto. «Non siamo chiusi al dialogo», ribadiscono le Rsu, «ma valuteremo ogni proposta che la ditta Rolli voglia farci pervenire, purché non si calpesti la dignità dei lavoratori e, soprattutto, garantendo loro un salario decoroso».
Federico Centola
©RIPRODUZIONE RISERVATA

