Partorì figlio morto e nascose il corpo in casa: a processo
Il pm firma la citazione per occultamento di cadavere e archivia l’accusa di infanticidio per la giovane mamma
TERAMO. E’ con l’accusa di occultamento di cadavere che il pm Bruno Auriemma firma la citazione diretta a giudizio con cui manda a processo la donna indagata per aver nascosto per una settimana il corpicino del figlio nato morto. Il fatto risale al mese di novembre.
Le indagini, condotte all'epoca dai carabinieri della compagnia di Teramo, scattarono quando la donna, madre di altri due bambini, si presentò al pronto soccorso dell'ospedale con una forte emorragia. Emorragia che per i medici era legata ad un parto avvenuto da poco tempo. Dopo la segnalazione ci fu una perquisizione nella casa della donna dove i militari rinvennero il corpicino del bimbo, nato di sette mesi, privo di vita e nascosto sotto il lavandino del bagno.
La trentacinquenne, una donna romena che ormai da anni vive a Teramo, fu inizialmente indagata per infanticidio, ma questa accusa è stata poi archiviata in quanto l'autopsia ha stabilito che il bimbo è nato morto.
E’ rimasta in piedi quella dell’occultamento per cui il pm ha fatto la citazione diretta a giudizio. Il provvedimento è arrivato al termine delle minuziose indagini condotte dai carabinieri che hanno ricostruito i vari passaggi della delicata vicenda anche attraverso le parole del marito della donna. L’uomo, più volte ascoltato come persone informata sui fatti, ha sempre detto di non sapere quello che è successo perchè al momento non era in casa. Una versione che i militari hanno verificato incrociando dati e parole, raccogliendo testimonianze su testimonianze.
L’allarme scattò nel primo pomeriggio del 5 novembre scorso quando la donna si presentò al pronto soccorso dell’ospedale teramano con una violenta emorragia. Ai medici che la visitarono bastò poco per capire che era la conseguenza di un parto non avvenuto in ospedale.
E una mamma senza neonato fece subito scattare la segnalazione ai carabinieri. Che in poco tempo arrivarono in ospedale e avviarono le indagini facendo una prima perquisizione nell’abitazione della donna dove trovarono il feto avvolto in un lenzuolo e nascosto sotto al lavandino del bagno. L’autopsia accertò che il piccolo era nato morto.(d.p.)
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