Pasqualone: «L’abbazia è in rovina»

L’allarme del critico d’arte per San Giovanni ad Insulam. Il sindaco: «Fondi per il restauro»
ISOLA DEL GRAN SASSO. «L’abbazia di San Giovanni ad Insulam a Isola del Gran Sasso, un tesoro artistico e architettonico inestimabile, sta andando in rovina giorno dopo giorno a causa dell’incuria e della poca attenzione degli enti preposti. Esorto tutti a intervenire immediatamente per evitare ulteriori danni irreparabili.» A lanciare il grido di allarme è il critico d’arte abruzzese Massimo Pasqualone dopo aver fatto un sopralluogo per motivi di studio su Andrea De Litio nell’abbazia romanica costruita attorno al 1200 insieme a un convento del quale oggi rimangono dei ruderi.
La chiesa, dopo aver subito gravi danni nel terremoto del 2009 con il crollo del campanile e il collasso del tetto che l’avevano resa inagibile e un ulteriore aggravamento con gli eventi sismici del 2016/20107, è stata riaperta il 26 giugno del 2018 grazie a una messa in sicurezza provvisoria per un importo di circa 300mila euro e resa visitabile in alcune occasioni e a piccoli gruppi. L’area esterna è stata anche palcoscenico di spettacoli e concerti. «Ho visitato l'abbazia di alto valore artistico, la cripta risalente al periodo Paleocristiano ancora prima dell'anno Mille», prosegue Pasqualone, «e mi sono accorto che nei lucernari e nelle finestrelle le reti non ci sono più e che tutto ciò consente l'ingresso di animali come piccioni, uno addirittura morto in fase di decomposizione, topi, cornacchie, scoiattoli che con i loro escrementi deturpano e corrodono le pietre e i bassorilievi presenti in questo capolavoro della memoria che faceva parte di un percorso denominato la "Valle delle Abbazie" e anticamente era meta di viandanti e pellegrini provenienti da tutti i paesi». Ma a rassicurare sulla situazione è il sindaco di Isola Andrea Ianni. «Meno di un mese fa siamo riusciti a ottenere un finanziamento dal Cipe destinato all’abbazia di 890mila euro che ci permetterà di restaurarla e recuperarla interamente considerato che non era previsto nessun contributo per la ricostruzione», ha annunciato ilprimo cittadino, «il prossimo step sarà quello di avviare l’iter con la Curia, ognuno per le proprie competenze. Per l’ amministrazione comunale la chiesa di San Giovanni è una priorità e conosciamo, purtroppo, il problema delle finestre. Svolgiamo manutenzione periodica e già siamo intervenuti per ripristinare le reti, ma il vento e gli animali sono riusciti a creare nuovi varchi. Per questo mi occuperò personalmente della questione e invierò subito gli operai comunali a richiudere gli accessi e a pulire l’edificio».
Adele Di Feliciantonio
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

