Pasquetta a Castrogno con ’Nduccio

Visita ai detenuti con Rita Bernardini e Maurizio Acerbo. Il comico: «Trent’anni fa ci venni per la prima volta con Nino Dale»
TERAMO. Ci sono i ricordi a testimoniare presenze mai occasionali. Quelli di Rita Bernardini, storica esponente del Partito radicale, che tante volte ha visitato il carcere di Castrogno con Marco Pannella «perchè lui era affezionato alla sua città ed è sempre stato vicino a questa realtà». Quelli di Germano D’Aurelio, in arte ’Nduccio, conosciutissimo cabarettista abruzzese, che racconta di quella prima volta di trent’anni fa quando con lo storico musicista teramano Nino Dale varcò l’ingresso di Castrogno per tre concerti dedicati ai reclusi. «Allora erano veramente altri tempi», dice, «il carcere era una realtà molto lontana dal sentire comune. Poi quando mi sono iscritto al partito radicale ho iniziato a visitare tutte le strutture abruzzesi».
E in trent’anni, a leggere le condanne che periodicamente arrivano dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, in Italia poco o nulla è cambiato sul fronte degli istituti penitenziari sempre più affollati, con sempre meno agenti di polizia penitenziaria e progetti rieducativi ancorati a fondi sempre più inconsistenti. Temi rilanciati proprio nel corso della visita fatta nel giorno di Pasquetta dalla delegazione guidata dalla Bernardini. Con lei, oltre a ’Nduccio, il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo e l’ex presidente del tribunale di sorveglianza dell’Aquila Laura Longo. E la realtà del carcere teramano, con i suoi quasi 400 detenuti a fronte dei 250 previsti, s’intreccia con quella che in Abruzzo è la mancanza del garante dei detenuti. «Per me ha un significato particolare recarmi al carcere di Castrogno a Teramo in occasione delle festività pasquali, avendolo fatto in più di una occasione insieme a Marco Pannella», dice la Bernardini, «ma nel giorno di questa visita non posso fare a meno di sottolineare che nonostante promesse e réclame il consiglio regionale non ha ancora nominato il Garante dei detenuti».
E su questo tema incalza Acerbo: «In Abruzzo siamo al fallimento del consiglio regionale che per logiche assurde non ha voluto procedere alla nomina del garante dei detenuti che resta una figura fondamentale non solo per i detenuti ma per tutto il sistema carcerario. Oggi l’Abruzzo è una delle poche regioni che non ha questa figura».
Tra istituti super affollati e mancanza del garante dei detenuti, grande attenzione anche al tema della riforma dell’ordinamento penitenziario approvato meno di un mese fa e che prevede più misure alternative. « Stiamo continuando a monitorare la riforma dell'ordinamento penitenziario», dice la Bernardini che, con il sostegno di decine di migliaia di detenuti, del Partito radicale, dell'Unione delle Camere Penali e delle più importanti associazioni del volontariato, ha condotto una lunga iniziativa non violenta per l'approvazione dei decreti attuativi. «Nei prossimi giorni dovremmo saperne di più», spiega, «per ora consideriamo una vittoria di per sé, nell'attuale contesto politico, l'aver raggiunto questo traguardo sul primo decreto legislativo che è un passo fondamentale verso la visione di una pena intesa come percorso di rieducazione e reinserimento sociale, e il conseguente calo del tasso di recidiva che ci attendiamo qualora le misure fossero definitivamente approvate».
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