Pasti alla Asl, la vertenza va in prefettura

24 Marzo 2016

Cgil e Cisl chiedono l’intervento di Crudo per evitare il mancato rinnovo dei contratti a 46 addette

TERAMO. Ancora incerto il futuro di 46 addette alla somministrazione dei pasti negli ospedali. E questo a una settimana dalla scadenza dei loro contratto. Per questo ieri Filcams Cgil e Fisascat Cisl hanno chiesto un incontro urgente al prefetto, con una lettera indirizzata anche alla Regione, oltre che alla Asl, alla Pap che si è aggiudicata l’appalto e alla Provincia. Un incontro urgente «per un tentativo di raffreddamento della controversia insorta tra i lavoratori impegnati nel servizio di ristorazione della Asl di Teramo, la Regione, la Asl stessa e la Pap ristorazione», scrivono Emanuela Loretone (Filcams) e Fabio Benintendi (Fisascat).

I sindacalisti ricordano che «il 1° aprile scadrà l'affidamento ad Etjca (un' agenzia di lavoro interinale) del servizio di distribuzione dei pasti nella Asl di Teramo, 46 persone rimangano senza lavoro. Vale la pena precisare che queste persone erano occupate da moltissimi anni a tempo indeterminato nello stesso appalto che oggi dovrebbe buttarle fuori. Nell'aprile 2014 però la Asl, dando in gestione il servizio che svolgevano e che ancora svolgono ad Etjca, ha determinato la precarizzazione dei loro contratti e la perdita del diritto almantenimento del posto di lavoro, previsto dal Ccnl applicato alle colleghe e ai colleghi con cui tutti i giorni, da anni, forniscono pasti ai malati della nostra provincia. Purtroppo in questi giorni la situazione di questi 46 lavoratori, che hanno contratti di tre ore giornaliere, è ulteriormente peggiorata: dopo la messa a gara di tutto il servizio di ristorazione e la successiva aggiudicazione a ribasso nei confronti della Pap, non avranno più un'occupazione».

Loretone e Benintendi sottolineano come «siano poco considerate le problematiche sociali connesse a scelte che stanno penalizzando pesantemente il territorio teramano dal punto di vista occupazionale e dei servizi ai cittadini».

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