Pasticcio in tribunale, a rischio il posto per 100 docenti precari

I giudici prima accolgono il ricorso di 230 loro colleghi e riconoscono i punti per passare di ruolo poi cambiano orientamento. Esplode la protesta: «Così c’è disparità di trattamento»
TERAMO. Quel pasticciaccio brutto dei sei punti che valgono l'assunzione. Sono 230 i docenti coinvolti in questa vicenda, iniziata cinque anni fa. Gli insegnanti fanno ricorso al tribunale perché, nell'iscriversi alla graduatoria per titoli, trovano che il requisito d'accesso dell'abilitazione tramite concorso venga discriminato rispetto a quello ottenuto attraverso scuola di specializzazione. I docenti chiedono il riconoscimento di un punteggio maggiore (sei punti). Se in tutt'Italia il ricorso viene respinto a Teramo accade che inizialmente il tribunale accolga i ricorsi d’urgenza di 230 insegnanti. Questi, grazie ai punti riconosciuti, montano nella graduatoria e ottengono l'agognato posto fisso dopo tanto precariato. Succede tuttavia che poi i giudici teramani si riallineino al giudizio nazionale: i sei punti non spettano più.
Una ventina di docenti – degli oltre cento a cui il ricorso è stato respinto – si è recata martedì all'ex provveditorato per chiedere spiegazioni. «Ci hanno decurtato il punteggio, siamo scesi in graduatoria e lo abbiamo scoperto solo una settimana fa. Abbiamo tempo fino al 1° agosto per presentare il reclamo, ma se lo facciamo rischiamo di ottenere poi l'ammissione con riserva, condizione che ci precluderebbe l'accesso alla seconda fase delle immissioni di ruolo, quella che riguarda il territorio nazionale. E come se non bastasse qui non riusciamo a venirne a capo, non è possibile che l'Ufficio sia aperto solo due ore a settimana», raccontano arrabbiati. Molti di loro contavano su questa prima fase per ottenere il posto fisso in provincia. «Per noi precari storici, non più giovanissimi e con famiglie alle spalle, farebbe la differenza: vuoi mettere lavorare sul territorio piuttosto che ottenere la cattedra chi sa dove, visto che poi non si può rifiutare, pena la cancellazione dalla graduatoria!», commentano. E aggiungono: «E' ingiusto, c'è una disparità di trattamento con i nostri colleghi che, grazie ai punti aggiuntivi, hanno ottenuto il lavoro».
In realtà, in virtù del giudizio in tribunale ancora in corso, i ricorrenti dovevano essere già inseriti con riserva, ma l'Ufficio scolastico per non precludere loro le fasi successive li ha ammessi normalmente, spiegandolo sul sito, ma sottraendo i punti contestati. «Non si può dare un posto di ruolo quando c'è un'ordinanza provvisoria», spiega il dirigente dell'ex provveditorato Massimiliano Nardocci, «i docenti ricorrenti, negli anni passati, avranno sicuramente maturato il diritto, non saranno stati quei sei punti a fare la differenza». E poi ammette: «Due ore di apertura al pubblico sono poche, è vero, ma abbiamo carenza di organico, siamo passati da 80 persone a 19. Consigliamo di inviare mail e noi, da parte nostra, ci impegneremo a mantenere aggiornato il sito».
Emanuela Michini
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