Patronati, sindacati in allarme

8 Dicembre 2015

«A rischio 29 posti di lavoro nel Teramano e più costi per i cittadini»

TERAMO. Nuovo allarme dei sindacati per il ridimensionamento del Fondo Patronati stabilito dalla nuova legge di stabilità che contiene un ulteriore taglio di 28 milioni di euro. Una riduzione che. Ridurre ulteriormente il fondo, scrivono i sindacati teramani, «oltre a rappresentare un problema di carattere occupazionale per i 29 dipendenti dei patronati più rappresentativi (Inca Cgil, Inas Cisl, Ital Uil e Acli) che da soli svolgono il 60% dell’attività coprendo 29 uffici dislocati in tutta la provincia, vorrà dire negare la gratuità delle tutele essenziali, affievolire i diritti dei più deboli e abbattere il sistema assistenziale italiano». Oggi, infatti, il Fondo Patronati, alimentato da una parte della contribuzione dei lavoratori dipendenti, copre i costi di tutte quelle pratiche che consentono ai cittadini l’accesso a prestazioni di welfare. Nel corso del 2015 in provincia di Teramo i Patronati del Cepa hanno complessivamente lavorato più di quarantamila pratiche. «La conferma dei tagli», si lege ancora nella nota sindacale di Cgil, Cisl, Uil e Acli, «significherebbe la quasi certa chiusura della metà delle sedi dei Patronati e, ancor più grave, si tradurrebbe nella necessità di dover fornire servizi non più gratuiti, scaricando gli inevitabili costi sui cittadini». I sindacati hanno indetto una giornata di mobilitazione nazionale per domani, con manifestazione a Roma; inoltre sono stati contattati tutti i parlamentari della provincia di Teramo «al fine di scongiurare quella che rappresenterebbe una sciagura in particolare per le fasce sociali più deboli».