Pavone: «Mai promesso niente alla Cri»
L’ex sindaco di Roseto interviene sulla vicenda delle bollette non pagate per la sede dei volontari
ROSETO. «Il contratto di comodato tra il Comune e la Cri di Roseto risale ad aprile 2011, quindi prima del nostro insediamento». L’ex sindaco Enio Pavone interviene sulla questione della sede occupata dai volontari della Croce Rossa di Roseto che ha maturato debiti per bollette della luce non pagate negli ultimi cinque anni pari a circa 40mila euro. L’edificio è di proprietà del Comune, che lo ha concesso in comodato d’uso gratuito alla Cri, i cui responsabili avrebbero dovuto però volturare le utenze come riportato sul contratto. Ma il cambio di intestazione non è mai avvenuto, così le bollette sono sempre state recapitate al Comune che non le ha pagate e oggi la nuova amministrazione ha presentato il conto agli attuali responsabili del comitato locale Cri. I quali a loro volta si giustificano dicendo di essere subentratati in carica solo da qualche mese e che le volture non sono mai state effettuate in quanto ci sarebbe stato un accordo verbale con il Comune, dove qualcuno «tranquillizzava i volontari», come ha riferito qualche giorno fa in una nota l’attuale responsabile Cri di Roseto Federica Colagrande, «dicendo che avrebbe affrontato il problema pagando le utenze e giustificandole sotto forma di contributo». Dunque uno scaricabarile a catena: da una parte l’ex sindaco che sostiene di aver già trovato il contratto al momento del suo insediamento; dall’altra l’attuale responsabile del comitato Cri di Roseto, la quale denuncia senza mezzi termini «l’ingenuità commessa da chi prima gestiva la Cri a Roseto», sottolineando poi che con il cambio dei vertici si è trovata di fronte a una situazione debitoria di circa 40.000 euro. «Nessuno della mia giunta ha mai detto ai volontari Cri di Roseto di non pagare le bollette», tuona Pavone, «sono venuto a conoscenza della situazione circa un anno e mezzo fa, quando sono venuti da me alcuni volontari. Credo comunque che in presenza di bollette non pagate per ben cinque anni, l’Enel avrebbe tagliato la luce da un pezzo, come accade in molti casi. Resta il fatto che la Croce Rossa di Roseto vada tutelata come d’altronde accade con le altre associazioni di volontariato». «Gli accordi verbali non hanno alcun valore, soprattutto se l’interlocutore è un ente pubblico come nel caso del Comune», ha ribadito in più occasioni il sindaco Sabatino Di Girolamo, «siamo comunque a disposizione per trovare insieme una soluzione per il futuro, fermo restando che il pregresso va comunque sanato».
Federico Centola
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