Pavone: «Non è vero che abbiamo lasciato il Comune senza soldi»

5 Marzo 2017

Roseto, il sindaco Di Girolamo ribatte: «Legga con attenzione le osservazioni della Corte dei conti» La magistratura contabile chiede chiarimenti sulla scarsa liquidità e le troppe anticipazioni di cassa

ROSETO. Forte carenza di liquidità e costante ricorso all'anticipazione di cassa. Sono questi i dubbi che la Corte dei Conti ha sul bilancio consuntivo 2014 del Comune di Roseto. «Inoltre», dice l'assessore al bilancio Antonio Frattari, «la Corte dei Conti ha fatto la stessa osservazione sul rendiconto del 2013, mandando la richiesta a novembre 2015, a cui però il Comune non ha mai risposto». Era stato il sindaco Sabatino Di Girolamo, qualche giorno fa, a rendere noto l’interessamento della magistratura contabile verso i bilanci del Comune di Roseto negli anni in cui era in carica l’amministrazione guidata da Enio Pavone.

E intrecciata a questa vicenda, c’è la polemica degli ultimi giorni sul fatto che le casse comunali sono a secco, con l’attuale amministrazione che ha puntato il dito su quella precedente ritenendola responsabile della difficile situazione finanziaria in cui versa l’ente. Non si fa attendere la risposta dell'ex sindaco Pavone. «Posso assicurare, dati alla mano e senza timore di poter essere smentito», dice Pavone, «che il bilancio comunale è stato lasciato con meno debiti di quelli ereditati al nostro insediamento. Nel 2011 abbiamo trovato mutui per circa 40 milioni di euro mentre, al passaggio delle consegne, ve ne erano per circa 34,5 milioni di euro, segnale tangibile dell'ottimo lavoro di risanamento svolto». A Pavone risponde a sua volta Frattari: «Vorrei ricordare all'ex sindaco che le cose non stanno proprio così. Lui ha trovato l'anticipazione di cassa a zero, mentre, quando è andato via, l'anticipazione era di 5 milioni di euro. Inoltre si era fatto anticipare dalla Cassa depositi e prestiti altri 7 milioni di euro, quindi in totale 12 milioni. Ammesso che abbia pagato 5 milioni di euro di mutui, ha creato comunque un debito di 7 milioni, ed ecco spiegato il motivo per il quale è intervenuta la Corte dei Conti».

Pavone, però, pone l'accento sulla diminuzione delle spese nonostante i tagli dello Stato. «Le spese del personale sono diminuite di circa 1 milione di euro nei cinque anni in cui abbiamo amministrato. Il lavoro di risanamento delle casse comunali è stato realizzato malgrado, dal 2011 al 2015, ci sia stato un taglio sostanziale nei trasferimenti statali pari a circa 4,2 milioni di euro totali» Pavone invita quindi il sindaco Di Girolamo «a smetterla di frignare sulla situazione finanziaria del Comune, mettendo in giro voci false al solo intento di intimorire e screditare chi ha governato in passato, e auspico che si mettano finalmente a lavorare per il bene della nostra città. La cosa che francamente ritengo più grave è che l'amministrazione Di Girolamo invece di proseguire nell'opera di risanamento dei conti da noi avviata e proseguita, con impegni presi proprio con la Corte dei conti e che valgono anche per l'attuale guida cittadina, annuncia, nel bilancio 2017, nuovi debiti per circa 1,4 milioni di euro e l'aumento dei costi per i servizi a domanda individuale come i buoni pasto, il servizio scuolabus e le colonie per gli anziani, cose che noi non abbiamo mai aumentato in cinque anni di governo». La risposta di Di Girolamo è lapidaria: «Il consigliere Pavone leggesse con attenzione le osservazioni che non il sottoscritto ma la Corte dei conti fa al Comune di Roseto in relazione al periodo di sua gestione. Non ho nessuna voglia di fare polemica, se la prendesse con la Corte dei conti. Il prossimo consiglio comunale sarà la giusta sede per un confronto corretto su questo argomento».

Luca Venanzi

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