Pay tv “piratate”, avviata un’inchiesta

15 Febbraio 2020

I carabinieri indagano sul venditore di abbonamenti taroccati scoperto da “Striscia la notizia” in un bar di Corropoli

CORROPOLI. “Striscia la notizia” fa scattare le indagini dei carabinieri nei confronti del venditore di abbonamenti illegali per la pay tv. I militari della stazione di Corropoli hanno chiesto l’acquisizione delle immagini delle telecamere del bar dove Jimmy Ghione ha incontrato e smascherato lo “spacciatore” di abbonamenti tarocchi. Inoltre, chiederanno anche i filmati del servizio andato in onda nel tg satirico di Antonio Ricci su Canale 5 circa due settimane fa. L’esito delle indagini sarà comunicato alla Procura della Repubblica per eventuali provvedimenti.
L’appuntamento tra il venditore abusivo e il “gancio” complice di Jimmy Ghione, l’inviato romano di “Striscia la notizia”, era stato concordato agli inizi di febbraio in un bar al bivio di Corropoli. Qui l’attore, che si è finto interessato a trovare una soluzione per bypassare i contratti per le tv a pagamento, ha incrociato l’esperto promotore che al prezzo di appena dieci euro gli avrebbe permesso di gustare prime visioni su diverse piattaforme. L’attore, dotato di telecamera nascosta, ha chiesto lumi sul magheggio per avere la programmazione di Sky, Netflix e prime visioni al cinema. Il venditore di abbonamenti pirata ha iniziato a spiegare il funzionamento, dicendo che bastava installare sullo smartphone l’applicazione dedicata e il gioco era fatto. Visionato il modello di smartphone, sarebbe bastato inserire la lista canali. Insomma, il servizio aveva mostrato come fosse possibile vedere in forma pirata prodotti riservati al pubblico abbonato e come per assicurarsi l’offerta bastasse pagare 10 euro al mese ricaricando una Postepay o utilizzando un Iban.
A un certo punto, Ghione si è presentato al venditore chiedendo come potesse proporre offerte simili e l’uomo, in tutta fretta, si è dileguato a bordo della sua auto fuggendo a tutto gas su un Suv bianco.
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