Paziente morta nella Rsa, a giudizio Marini

L’attuale primario di medicina dell’ospedale di Atri accusato come medico della struttura per anziani
ATRI. Giuliana Dell'Elce, 77 anni, morì a dicembre del 2015 all'ospedale di Atri dove era stata trasportata d'urgenza a causa delle complicanze di una sepsi secondaria ad una piaga da decubito. Una morte per la quale ieri pomeriggio il gip del tribunale di Teramo Marco Procaccini ha rinviato a giudizio il cardiologo Enrico Marini, in qualità di responsabile dell'unità operativa della Rsa Villa San Romualdo di Castilenti (oggi primario del reparto di medicina interna dell'ospedale di Atri), per omicidio colposo. Stralciata invece, in quanto al momento irreperibile, la posizione dell'infermiera polacca Katarayna Ewa Smolinska Schmidt, all'epoca caposala presso la Rsa. Il processo a carico di Marini si aprirà il prossimo 5 febbraio davanti al giudice monocratico del tribunale di Teramo. I fatti contestati ai due risalgono al 2015, quando la signora era ricoverata nella residenza sanitaria assistita di Castilenti, struttura dove l'anziana, secondo l'accusa, non sarebbe stata adeguatamente assistita tanto da riportare una piaga da decubito che, a sua volta, le avrebbe provocato un'infezione che ne avrebbe provocato il decesso. All'infermiera la Procura contesta in particolare, in quanto coordinatore infermieristico, di «non aver applicato i protocolli e le procedure esistenti nell'approccio alla prevenzione delle lesioni da pressione insorte sulla paziente, affetta da demenza senile e ricoverata presso la struttura», come si legge nel capo di imputazione, e di non averle dunque «trattate, una volta sopravvenute, secondo i protocolli sopra richiamati, non provvedendo, di conseguenza, a coordinare i singoli infermieri in modo da assicurare l'igiene e le cure più appropriate allo stato di insorgenza e via via di aggravamento delle lesioni indicate». Da qui l'accusa di omicidio colposo in concorso con Marini, al quale, in qualità di responsabile dell'unità operativa della Rsa ,viene contestato di non essersi adoperato, come si legge sempre nel capo di imputazione, «per impedire e vanificare la condotta macroscopicamente colposa del personale infermieristico guidato e coordinato dalla Schidt Smolinska, così concorrendo con le condotte gravemente negligenti ed omissive sopra descritte a cagionare la morte» della donna, «la quale in data 18/12/2015 decedeva presso l'ospedale civile di Atri dove era stata trasportata d'urgenza a causa delle complicanze della sepsi secondaria a piaga da decubito d IV grado». Accuse che adesso, almeno per Marini, dovranno essere provate in aula nel processo che si aprirà a febbraio.
Alessia Marconi
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