Paziente muore, medico del 118 prosciolto

7 Ottobre 2021

La dottoressa davanti al Collegio arbitrale della Asl ha confutato l’accusa di aver gestito male il caso

TERAMO. Una segnalazione all'ordine dei medici di Teramo e alla Asl è finita davanti al Collegio arbitrale, che ha aperto un procedimento disciplinare contro una dottoressa del 118, R.D., per violazione del codice di comportamento. La professionista è stata prosciolta.
Non avrebbe gestito a dovere un paziente, non ne avrebbe riscontrato la gravità delle patologie che ne hanno poco tempo dopo causato il decesso: questo il cuore dell'esposto presentato nei mesi scorsi da una donna di Campli, vedova di un 86enne morto nel febbraio 2020. L'uomo, allettato e con seri problemi respiratori, nel dicembre 2019 si sente male a casa. I famigliari chiamano il 118 e sul posto arriva un'ambulanza con a bordo R.D. e un infermiere. L'anziano viene visitato, vengono rilevati i parametri vitali, praticate le operazioni di liberazione delle vie respiratorie e anche un elettrocardiogramma. La dottoressa, alla luce del miglioramento delle condizioni del paziente, va via. Non aveva riscontrato uno scompenso cardiaco né un edema polmonare in corso tali da motivare un ricovero. Un'ora dopo, però, l'uomo ha una nuova crisi: un secondo equipaggio, con diverso personale, interviene e il medico questa volta riscontra una crisi respiratoria grave, con parametri molto diversi da quelli emersi nell'intervento precedente. A quel punto si impone il ricovero. L'anziano viene trasportato all'ospedale di Sant'Omero e finisce in Rianimazione; poi viene trasferito in una clinica dove muore.
Di lì a qualche mese scatta la segnalazione agli organismi sanitari da parte della famiglia e l'apertura di un procedimento disciplinare contro la dottoressa. L'accusa mossa a R.D. dalla vedova dell'86enne è di non aver compreso la presenza di un edema polmonare, di non aver tenuto conto della storia clinica del paziente e di non aver eseguito accertamenti adeguati. Una diagnosi tralasciata e un ritardo nel ricovero avrebbero causato il precipitare delle condizioni di salute fino alla morte. Accuse dalle quali la dottoressa, assistita dall'avvocato Amedeo Di Odoardo, si è difesa con successo dinanzi al Collegio arbitrale: i rapporti stilati dopo gli interventi del 118 e le testimonianze del secondo medico e degli infermieri presenti hanno spinto verso l'archiviazione del procedimento per “difetto dei presupposti di rito sia in fatto che in diritto, oltre che per illogicità e genericità della contestazione”, recita il verbale del Collegio.
Veronica Marcattili
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