Paziente si fa male, ex primario a processo

19 Ottobre 2014

La denuncia di un uomo caduto durante il ricovero in psichiatria. L’accusa: sono mancati i controlli

TERAMO. Sarà un processo a chiarire se è stato fatto tutto quello che si doveva fare per controllare che un paziente ricoverato in psichiatria non si facesse male, prima lussandosi una spalla e poi fratturandosi un omero. Ed è un’inchiesta che nasce dalla denuncia di un malato quella che porta davanti ai giudici l’ex primario di psichiatria Francesco Saverio Moschetta, 70 anni, da più di un anno in pensione, il medico del reparto Luigi Olivieri, 38 anni, e l’infermiere Marco De Febis, 40 anni, accusati di lesioni personali colpose(entrambi di turno al momento dei fatti contestati risalenti al 2012). Il processo era stato incardinato davanti al giudice di pace, ma nella prima udienza è stata accolta l’eccezione sollevata dal difensore della parte offesa (l’avvocato Gianni Falconi) e il processo è stato spostato davanti al tribunale in composizione monocratica competente per il reato contestato. «In particolare per quanto di rispettiva competenza», si legge del decreto di citazione diretta a giudizio firmata dal sostituto procuratore Bruno Auriemma, «non disponevano nè ponevano in essere i dovuti controlli sulla libertà di movimento e sulla capacità di autogestire la propria deambulazione, in modo tale da provocare la caduta accidentale del paziente, risultante accaduta mentre la parte offesa si spostava liberamente all’interno della detta struttura ospedaliera. Ciò nonostante pregressi episodi analoghi, di poco precedenti, che avevano provocato lesioni di lieve entità».

I tre sono finiti a processo, si legge ancora nella citazione diretta a giudizio, «per aver cagionato, per colpa consistita in negligenza e imprudenza, al paziente ricoverato per un disturbo schizofrenico, lesioni gravi consistite in frattura spioride metafisiaria prossimale dell’omero destro con distacco della tracite omerale e frammenti liberi adiacenti il focolaio fratturativo; lussazioni gleno-omerale inferiore, parziale obleterazione del recesso articolare anteriore in possibile a relazione a modesto versamento». Accuse respinte dagli indagati che nelle memorie difensive presentate hanno sottolineato l’adozione di tutti gli accorgimenti possibili per evitare il manifestarsi e il ripetersi dei fatti contestati all’interno del reparto di psichiatria. Dopo l’accoglimento, da parte del giudice di pace, dell’eccezione sollevate dall’avvocato che assiste la parte offesa, il procedimento è stato spostato davanti al tribunale in composizione monocratica. La prima udienza non è stata ancora fissata.(d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA