Pd di Alba, il congresso entro un mese

26 Ottobre 2017

Nel circolo locale il clima rimane tesissimo, probabile riapertura del tesseramento per l’occasione

ALBA ADRIATICA. Dopo il terremoto politico, il Partito Democratico di Alba si prepara al congresso per la scelta del nuovo segretario di circolo, che dovrebbe tenersi in un mese, comunque entro fine anno.
Tutto, infatti, sembra andare per la direzione di una soluzione a breve termine del mandato del commissario ad acta Dino Pepe e del rinvio del congresso, sospeso a causa del clima tesissimo. E, per l’occasione, potrebbe essere riaperta la partita del tesseramento: nuova apertura alle iscrizioni, significa anche una nuova sfida numerica per gli equilibri del circolo tra le anime interne. Questo, mentre la tensione resta altissima. Dopo l’autosospensione e la minaccia di lasciare il partito degli esponenti vicini all’ex segretario locale espulso Gabriele Viviani, rappresentati da Gianni Zanoni e che potrebbero arrivare a un centinaio, è infatti intervenuto di nuovo anche Nicolino Colonnelli, capogruppo in consiglio ed esponente al momento più in vista dell’altra fazione, che a livello cittadino ha vinto il congresso provinciale 102 a 77. Replica Colonnelli: «La loro uscita non creerebbe alcun grave danno: in questi anni non si sono mai sentiti, non hanno partecipato alla vita del partito, nonostante avessero loro la guida del circolo. Anzi, la maggior parte di chi è venuto a votare per loro non ha niente a che fare con il Pd: c’è chi addirittura ha già annunciato di voler aderire ad altre sigle. Noi, invece, rappresentiamo quel Pd che non si è tesserato negli anni di Viviani segretario perché in polemica con lui, ma che ha comunque sempre continuato a vivere il partito. Inoltre, tra noi ci sono tre ex sindaci, ex candidati primi cittadini ed ex amministratori, oltre a giovani che si sono riavvicinati: noi rappresentiamo quella parte che ha scritto pagine di storia del centrosinistra e che può far rinascere il circolo albense. Punteremo però su nuovi quadri dirigenti, sui giovani, le loro idee e il loro entusiasmo». Poi sulle tessere: «In pochissimi giorni siamo tornati in cento all’interno del partito e per questo siamo stati anche attaccati. In realtà potevamo esserne molti di più, se non ci fosse stato limitato il numero delle tessere disponibili. Io stesso mi sono dovuto muovere per reperirne alcune fuori provincia. Siamo pronti alla sfida del congresso locale».
Luca Tomassoni
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