Pd, Melarangelo e Verna rinunciano a candidarsi

I due nomi forti dei Democratici non entrano in lista. Sbraccia va con la Lega Micheli ci sarà per Fratelli d’Italia che schiera anche Tiberii. Corona con “Oltre”
TERAMO. Tra conferme, rinunce e spostamenti si sta delineando il quadro delle candidature dei consiglieri uscenti. Le ultime incertezze tra i nomi della passata consiliatura che hanno ottenuto consensi pesanti, capaci di fare la differenza nella giungla di liste e concorrenti pronti a sfidarsi nelle elezioni del 10 giugno, vengono dissolte dall’approssimarsi della scadenza di sabato a mezzogiorno fissata per la presentazione delle liste. Così, chi nei giorni scorsi è rimasto in bilico, con un piede fuori e uno dentro dalla prossima competizione, ha fatto la sua scelta definitiva.
Ci sarà Raimondo Micheli per Fratelli d’Italia, la cui candidatura fino a poche ore fa era tutt’altro che scontata nonostante il suo ruolo di coordinatore comunale del partito e la candidatura a sindaco per il centrodestra di Giandonato Morra con il quale ha condiviso una militanza politica ultraventennale. «Abbiamo fatto insieme tutta la trafila», ricorda l’aspirante consigliere che nell’ultima tornata portò in doto alla coalizione e all’allora Pdl 360 preferenze, «sono stato il suo mandatario nelle regionali in cui diventò assessore, è naturale che stia al suo fianco anche in questa occasione». Morra, però, ha dovuto insistere parecchio per averlo in lista e nel futuro consiglio come suo alter ego, perché Micheli avrebbe volentieri lavorato dietro le quinte. A quanto pare, invece, le insistenze anche a livello regionale non sono bastate a convincere Alberto Melarangelo e Maurizio Verna, entrambi destinatari di circa 400 preferenze nel 2014, a correre di nuovo per il Pd. Nessun contrasto con il partito, ma dopo essere stati eletti a ripetizione in Comune negli ultimi 15 e più anni, hanno deciso di passare la mano. Non sarà della partita neppure l’ex presidente del consiglio Angelo Puglia, in quota “Al centro per Teramo” del candidato sindaco Mauro Di Dalmazio, con oltre 300 preferenze nelle scorse elezioni. «Ho già affrontato tre campagne elettorali per il Comune, meglio lasciare spazio ai giovani», spiega, «darò una mano per garantire continuità al nostro lavoro». Tra i consiglieri usciti a dicembre con la caduta dell’amministrazione c’è anche chi cambia lista pur restando nello stesso schieramento. È il caso di Domenico Sbraccia, altro nome pesante in termini di consenso, con quasi 500 preferenze ottenute quattro anni e un dominio praticamente incontrastato nelle sezioni elettorali di Poggio Cono e dintorni. Per lui si sono spalancate le porte della Lega, dove ad accoglierlo c’è il coordinatore comunale e candidato consigliere Roberto Canzio con cui ha stretto un rapporto che ha portato quest’ultimo in giunta nella parte finale della scorsa esperienza amministrativa.
La candidatura con Fratelli d’Italia è un ritorno a casa per Pasquale Tiberii, eletto nel 2014 con il Pdl e 315 preferenze. Annoverato tra i fedelissimi dell’ex sindaco Maurizio Brucchi nella passata consiliatura, non ha condiviso la svolta del partito verso il centrosinistra. Abbandonata l’ala tancrediana ha riallacciato i fili della precedente militanza. «Provengo da An, sono legato a Morra da un rapporto personale e politico», spiega, «e sono sempre rimasto dalla stessa parte: spero che la coerenza venga premiata». Ex del Pdl è anche Luca Corona, 308 preferenze nelle scorse comunali, che ha scelto la civica “Oltre” di Federico Agostinelli. «Mi ha entusiasmato il progetto giovane e il modo di fare politica diverso dai partiti tradizionali», spiega, «nei quali ormai non mi riconosco più».
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