«Pd-Nugnes, patto sottobanco» La replica: falso, nessun accordo

Il candidato accusato di aver stretto un’intesa per assicurare poltrone a Di Girolamo e Sottanelli La reazione dell’aspirante sindaco di matrice civica : «In realtà le manovre le stanno facendo loro»
ROSETO. Scoppia la polemica in merito all’appoggio del Partito democratico al candidato sindaco Mario Nugnes in vista del ballottaggio tra lui e William Di Marco previsto per il 17 e 18 ottobre. Nugnes continua a ribadire che non c’è alcun accordo e quindi nessuna poltrona per il Pd, e che quella dei Dem è una dichiarazione di voto spontanea, ma Di Marco, dopo una prima dichiarazione soft al nostro giornale, ieri ha alzato i toni. «Nel 2016 l’onorevole Sottanelli concluse un accordo di tipo informale con l’allora binomio Di Girolamo-Ginoble e la scelta fu approvata dall’allora candidato consigliere Nugnes, oggi candidato sindaco», evidenzia Di Marco, «il problema, quindi, parte da lontano e quella pratica sembra aver preso corpo nel corso degli anni, al punto che in una trasmissione televisiva, dove erano presenti i cinque pretendenti alla poltrona di primo cittadino, Nugnes è stato l’unico che si è schierato per un futuro apparentamento. Negli ultimi giorni lo stesso Nugnes si è prodigato a smentire qualsiasi accordo, finché è giunta la dichiarazione pubblica del Partito Democratico che a livello regionale, provinciale e locale ha reso noto l’appoggio proprio al candidato che accusava altri di eventuali accordi nati con lo scopo di raggiungere il potere».
Di Marco inoltre ricorda che fin dall’inizio della sua campagna elettorale ha bandito qualsiasi tipo di apparentamento con altri schieramenti. «L’ho fatto», aggiunge, «per coerenza con i nostri elettori e i nostri candidati, e poi per una questione di etica politica». Anche la coalizione di centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia), che appoggia Di Marco, critica Nugnes e la sua coalizione. «Ecco la svolta di Nugnes, l’accordo con il Pd», si legge nella nota del centrodestra, «capiamo solo adesso i comportamenti di Mario Nugnes che, in preda a visioni mistiche, ha denunciato nei giorni scorsi apparentamenti fantasma a nostro carico, frutto esclusivo della sua coda di paglia. Sfortunatamente per Nugnes, il Pd è uscito maldestramente allo scoperto, svelando le carte di un accordo che ormai è palese. Del resto con un posto in giunta per Di Girolamo si aprirebbero le porte in consiglio anche per il suo fedele vicesindaco Simone Tacchetti. E così Nugnes, dopo aver imbarcato Enio Pavone e tre consiglieri di suo riferimento, adesso ha bisogno anche del Pd e del suo 5 per cento di voti. Peccato per lui che i rosetani abbiano dimostrato voglia di cambiamento nei confronti della passata amministrazione e lo dimostreranno quando rimanderanno a casa Mario Nugnes perché rappresenta soltanto l’avatar di Giulio Sottanelli e la sua testa d’ariete per far tornare ad avere un futuro politico all’ex deputato, in Regione con il centrosinistra».
Nugnes controreplica alle accuse: «Il centrodestra e il candidato Di Marco non sanno più come tirare avanti in campagna elettorale visto che le loro idee per il futuro di Roseto si limitano a un programma di sole sei, misere, pagine, quindi stanno facendo ricorso alla polemica, agli attacchi personali e ovviamente agli accordi sottobanco con i candidati esclusi del primo turno. Da parte nostra, fortunatamente, abbiamo molti progetti e idee per il futuro da raccontare ai rosetani ed è per questo che tante persone ci stanno esprimendo il loro sostegno».
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