Pd, per adesso niente sfiducia al sindaco
Sarà decisiva l’Unione comunale di martedì. Il partito potrebbe ritirare l’assessore Ruffini
GIULIANOVA. «La gente mi ha telefonato per chiedermi cosa facevamo, se sfiduciavamo il sindaco. Il Pd è responsabile e va avanti. L’analisi politica la faremo in altre sedi». Fanno ancora clamore le parole del segretario cittadino del Pd Gabriele Filipponi rivolte al sindaco Francesco Mastromauro (nella foto) nel consiglio comunale di venerdì scorso. Filipponi ha fatto notare che, in barba agli accordi presi (il Pd aveva chiesto due assessori), il sindaco ha chiamato due tecnici, componendo una giunta «non politica e che non rispetta il volere popolare». Ogni decisione politica, dunque, che si tratti di sfiducia o di valutare l’ipotesi di un appoggio esterno al sindaco da parte del Pd (che potrebbe anche ritirare Fabio Ruffini dalla giunta) o, altrimenti, rinnovare la fiducia a Mastromauro, è rinviata all’unione comunale di martedì, a cui parteciperà anche il sindaco. Inutili, infatti, sono stati i tentativi di Mastromauro di addolcire i consiglieri e proporre un lavoro condiviso e collettivo, ristabilendo però sempre i ruoli.
«Individuare i componenti della giunta è una scelta difficile che il sindaco è tenuto ad assumersi», aveva infatti affermato Mastromauro, «il percorso l’ho condiviso con le liste di maggioranza. Ma ora lasciamoci le polemiche alle spalle e affrontiamo i problemi, dobbiamo trovare unità d’intenti, prima con la maggioranza e poi con la minoranza, per non perdere i presidi fondamentali della nostra città». Il sindaco, infatti, ha parlato per più di un’ora in apertura di consiglio, facendo un mea culpa sul modo in cui è stato affrontato dall’amministrazione l’iter per la costruzione della nuova caserma. Mastromauro ha ricordato ai presenti e ai cittadini il lungo percorso per l’individuazione dell’ex mercato coperto come soluzione (idea peraltro prospettata nel suo programma elettorale, condiviso con il suo partito e con le liste di appoggio) per non far andare a Roseto la caserma dei carabinieri. «In città», ha commentato il primo cittadino, «è iniziato un dibattito e anche tra i gruppi consiliari. Sono perciò giunto alla conclusione che c’è stato un errore, di cui mi assumo la responsabilità: non aver portato alla riflessione della città il percorso intrapreso. Dal Forum, sebbene la partecipazione sia stata risicata, è emerso che i cittadini vogliono la caserma all’Annunziata o, come seconda opzione, l’ex tribunale». Il M5S, a queste parole, ha ritirato la mozione con la proposta di referendum. Ricordando che, però, ora i tempi sono strettissimi e c’è bisogno di correre per poter realizzare l’opera dopo aver consultato l’Arma, Mastromauro ha dunque rivolto un appello alla maggioranza e alla minoranza per lavorare insieme.
La maggioranza, però, è attualmente in bilico. «Se non ci sono più le condizioni si andrà al voto», ha ipotizzato Gianluca Antelli di Giulianova rinasce, prima dell’intervento di Filipponi. Il consiglio, in chiusura, ha approvato anche il piano di rateizzazione proposto dagli eredi Franchi in 6 rate da 700mila euro anziché 10 da 400mila, come invece proposto dal Comune, per il pagamento dell’esproprio dell’monimo parco. (m.t.)
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