Pecore sbranate in un allevamento

Incursione alle porte di Teramo, secondo la Asl sono stati i lupi
TERAMO. Sul prato sono rimaste le carcasse scarnificate di due pecore. E' la traccia evidente rimasta dell'assalto subìto da un gregge di ovini nei pressi di Miano, alle porte di Teramo. Dei circa 200 capi raccolti in un'area circondata da una recinzione elettrificata, nella notte tra lunedì e martedì ne sono spariti una ventina.
I resti delle due pecore sbranate e due agnelli feriti sono stati ritrovati la mattina seguente dal proprietario Biagio Antonio Di Francesco. Secondo lui il gregge è stato attaccato da lupi che si sono spinti fin ai margini della città alla ricerca di prede. Questa ipotesi è stata confermata anche nei referti del servizio veterinario della Asl che avviato i rilievi sulle carcasse dei due ovini divorati e lasciati nel prato vicino al recinto.
«Non abbiamo più ritrovato gli altri capi, a parte i due agnelli feriti», sottolinea Di Francesco, «anche perchè l'area intorno all'allevamento si estende per sedici ettari con un bosco e calanchi». La recinzione elettrificata non è servita a proteggere il gregge che staziona regolarmente nei pressi di Miano. «Sono le stesse pecore a romperla», fa presente Di Francesco, «perché spaventate dall'arrivo dei lupi».
Non si tratta della prima aggressione subita dal gregge in quella zona. Negli ultimi due anni il proprietario ha contato 180 capi sbranati dai lupi. «Nonostante questo danno grave però», conclude, «non ho ancora ricevuto un centesimo dei risarcimenti economici previsti». (g.d.m.)
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