Peculato, chiesto il processo per Caporale
Per la procura l’ex direttore dello Zooprofilattico avrebbe percepito indebitamente dei rimborsi spesa
TERAMO. Rimborsi non dovuti allo Zooprofilattico: arriva la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex direttore Enzo Caporale. A firmarla è stato il sostituto procuratore Greta Aloisi, titolare dell’inchiesta che in un primo momento vedeva indagati anche la moglie di Caporale Rossella Lelli, che era succeduta al marito nella carica di direttore dell’istituto, e un dirigente dello Zooprofilattico: per entrambi il pm ha chiesto l’archiviazione. Restava in sospeso la posizione di Caporale, che secondo il magistrato inquirente deve essere processato per l’accusa di peculato, la stessa che riguardava anche gli altri due indagati prima che uscissero dall’inchiesta.
A Caporale viene contestato il pagamento di alcune cene e l’acquisto di alcuni biglietti aerei per Parigi, spese effettuate utilizzano la carta di credito dell’istituto. I viaggi a Parigi e le cene di rappresentanza riguardavano l’attività dell’Oie, l’organizzazione mondiale della sanità animale, che ha sede nella capitale francese, di cui Caporale era membro del direttivo, oltre che direttore di una commissione scientifica. Tutto quindi rientra nell’attività istituzionale di Caporale nella sua qualità di direttore dell’istituto Zooprofilattico e membro dell’Oie, ma, sempre secondo le accuse, avrebbe beneficiato indebitamente di un doppio rimborso su queste spese. L’organizzazione mondiale della sanità animale – stando a quanto accertato dalla procura, che si è avvalsa delle indagini svolte dalla guardia di finanza – prevede il pagamento delle spese effettuate dai suoi componenti per le attività di istituto, per cui i costi di cene di rappresentanza e viaggi aerei erano state già rimborsate dall’Oie. Somme che Caporale – questo il nocciolo dell’inchiesta – avrebbe dovuto girare allo Zooprofilattico a compensazione dell’utilizzo della carta di credito dell’istituto. Caporale si è sempre difeso sostenendo che c’era stato un semplice disguido con gli uffici amministrativi dell’istituto teramano circa la restituzione delle somme e di aver regolato ogni sua pendenza in tal senso; secondo la procura, al contrario, la restituzione non sarebbe avvenuta e di qui la formalizzazione dell’acusa di peculato con la conseguente richiesta di rinvio a giudizio. Ora la parola passa al giudice delle indagini preliminari che dovrà decidere se accogliere la richiesta del pm e rinviare a giudizio Caporale o se prosciogliere l’ex direttore dello Zooprofilattico. (e.a.)
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