Pedicone e Aceto: «Non aprite un altro centro raccolta»

ROSETO. «Anziché aprire un altro centro raccolta perché non si potenzia quello già esistente all’autoporto? Perché lo stesso è ancora chiuso nonostante sia pronto da giugno?». Lo chiede Francesca...
ROSETO. «Anziché aprire un altro centro raccolta perché non si potenzia quello già esistente all’autoporto? Perché lo stesso è ancora chiuso nonostante sia pronto da giugno?». Lo chiede Francesca Pedicone, co-responsabile del gruppo giovani di Casa Civica, all’amministrazione comunale, decisa ad andare avanti nell’iter per la realizzazione dei centri di raccolta rifiuti e del riuso nel terreno a sud dello stadio Fonte dell’Olmo. Pedicone evidenzia come molti portatori d’interesse tra cittadini, società sportive e attività commerciali, siano contrari alla realizzazione dei due centri nella cittadella dello sport. «Ci chiediamo sgomenti», prosegue Pedicone, «come mai ad oggi il centro raccolta dell'autoporto sia ancora chiuso nonostante il sollecito dei cittadini e delle forze politiche di opposizione. E ci chiediamo inoltre come il sindaco Di Girolamo, dando pieni poteri all’assessore Petrini, abbia potuto pensare di aprirne un altro quando sarebbe possibile potenziare l’esistente». Christian Aceto, altro giovane di Casa Civica, pone l’accento sull’abbandono dei rifiuti in varie zone. «La situazione sta degenerando», dice Aceto, «anche perché molti incivili stanno gettando rifiuti in zone rurali e strade nascoste. Abbiamo molto a cuore questo tema, sia per l’impatto ambientale che sta avendo ma soprattutto perché vediamo svanire una possibilità di sviluppo di una zona sportiva per i ragazzi di Roseto e per tutto il bacino della vallata del Vomano». I giovani di Casa Civica chiedono all’amministrazione di ritornare sui propri passi. «Abbiamo già supportato l’utile lavoro di alcuni comitati, come il comitato Fonte dell’Olmo di Lorena Mastrilli e il comitato associazioni sportive di Marcello Di Febo», concludono Pedicone e Aceto, «e chiediamo all'amministrazione di ripensarci». (l.v.)
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