Pepe: «A rischio i fondi per torri faro e braccio»

Il consigliere regionale del Pd lancia l’allarme per i tempi lunghi degli interventi: «A Marsilio chiediamo di fare chiarezza sul cronoprogramma dei lavori»
GIULIANOVA. Si è tenuta ieri mattina sugli scogli, come preannunciato qualche giorno fa, nel primo caliscendi del molo sud, la conferenza stampa del vice capogruppo in consiglio regionale del Pd Dino Pepe, accompagnato dal capogruppo Silvio Paolucci, con per rendere noto il punto della situazione sui ritardi e sullo stato dei lavori del porto di Giulianova.
Dopo essersi visto negare, attraverso una lettera ufficiale firmata dal presidente Valentino Fabrizio Ferrante, l’utilizzo della sala all’interno della sede dell’Ente Porto, Pepe ha ribadito più volte la gravità dell’accaduto, che secondo lui lascerebbe immaginare motivazioni di natura politica. «Come risulta anche dalle cronache giornalistiche», ha affermato Pepe, «ci sono continue frizioni e spaccature all’interno del centrodestra, che, soprattutto a Giulianova, sono piuttosto marcate e si ripercuotono un po’ su tutto: dalla concessione di una sala, al portare a termine i lavori al porto. Per questo come Partito Democratico, chiediamo al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessore competente qual è lo stato attuale in cui vertono le opere di adeguamento infrastrutturale del porto».
Pepe ha annunciato che il caso sarà presto portato in Regione. «Nel prossimo consiglio verrà discussa una interpellanza a mia firma, dove si richiede innanzitutto maggiore chiarezza, le tempistiche e un dettagliato cronoprogramma sugli interventi che consentiranno di migliorare le condizioni di lavoro dei pescatori, e garantiranno la sicurezza del porto», ha aggiunto, «per acquisire le somme necessarie per i lavori, l’Ente Porto, con l’ausilio delle strutture tecniche dell’Arap, ha partecipato a dei bandi europei Feamp e due sono stati i progetti che sono stati finanziati: uno che vede i lavori completati, con in corso gli ultimi adempimenti, e l’altro che riguarda l’adeguamento delle torri faro, dove si stanno invece verificando le maggiori problematiche». Pepe ha più volte puntualizzato: «La cosa che più preoccupa è che si corre il rischio di perdere questi fondi, che hanno delle scadenze perentorie: la stessa Regione, scrive in un documento ufficiale, che entro settembre occorrerà effettuare il 50% dei lavori almeno, ed entro giugno 2023 il completamento e la rendicontazione del tutto. C’è da dire che già si è usufruito di alcune proroghe: questo invece è l’ultimatum, non abbiamo più tempo da perdere, altrimenti si rischia di gettare in fumo delle opportunità». Presenti all’incontro nel caliscendi i presidenti Nino Bertoni del Flag, Giovanni Di Mattia del Cogevo, Valentino Fabrizio Ferrante dell’Ente Porto, oltre ai rappresentanti della marineria e dei caliscendi. Sul problema dell’insabbiamento al porto, che da mesi mette a repentaglio la sicurezza di barche e pescatori è intervenuto Luigi Massi, armatore de Il Faro, dicendo: «Il mancato completamento del braccio del molo nord acuisce la problematica dell’insabbiamento. Una situazione grave, che con le secche di natura endemica che ci saranno a luglio peggiorerà: l’acqua andrà a finire sotto ai tre metri. Le condizioni per l’ingresso e l’uscita delle imbarcazioni al porto sono compromesse: di questo passo, saremo costretti ad emigrare».
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