Pepe parla di primarie: «Il Pd sarà il perno della coalizione»

ALBA ADRIATICA. «Il Partito Democratico deve rappresentare il perno del tavolo di concertazione per la costruzione dell’alternativa al centrodestra». A dirlo è il commissario del circolo del Pd di...
ALBA ADRIATICA. «Il Partito Democratico deve rappresentare il perno del tavolo di concertazione per la costruzione dell’alternativa al centrodestra». A dirlo è il commissario del circolo del Pd di Alba Adriatica Dino Pepe, che parla anche di primarie per la scelta del candidato sindaco. Le parole di Pepe arrivano mentre in città si susseguono le voci di una possibile coalizione composta da tesserati Pd di primo piano, ma alternativa al partito stesso e alla sua area maggioritaria, quella dei Progressisti per il Pd. Le primarie, in realtà, Pepe le cita solo a metà della nota, tra gli strumenti utili per trovare una sintesi tra le posizioni diverse all’interno del centrosinistra. Ma è la prima volta che a parlarne sono i Progressisti per il Pd, che annoverano già un possibile e forte candidato, il capogruppo di opposizione in consiglio comunale Nicolino Colonnelli. Pepe non cita Colonnelli, ma nel resto del comunicato fa la stessa analisi politica espressa dal capogruppo pubblicamente nei giorni scorsi, aggiungendo appunto il tema delle primarie. Il commissario del circolo, infatti, prima attacca il centrodestra: «È necessario rilevare come ad Alba Adriatica siano in corso vistosi smottamenti in tutta l’area del centrodestra, seguiti al tentativo di accollare alla sola persona del sindaco Tonia Piccioni la responsabilità di questa gestione amministrativa. Non sembra ammirevole neppure la scelta di molti “autorevoli referenti” dell’amministrazione uscente che oggi tentano di dissociarsene individuando nel sindaco un utile capro espiatorio». Poi Pepe entra nel merito della costruzione dell’alternativa al centrodestra:«Il cammino di riunificazione intrapreso col nuovo corso dal Pd appare più che mai giusto e doveroso. Tutti i tesserati del Pd, anche se portatori di differenti sensibilità, rappresentano una preziosa risorsa, perché il metodo del confronto permette di avviare proficui percorsi di convergenza e di sintesi con strumenti diversi, non ultimo quello delle primarie. Si tratta di avviare una fase difficile e seria che deve puntare sull’inclusione di tutte le forze e non fondarsi sull’esclusione e sull’attacco al Pd, che deve rappresentare il perno del tavolo di concertazione». (l.t.)
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