«Per fugare i dubbi servirebbe un confronto tra tecnici»

GIULIANOVA. Sulle contrastanti relazioni tecniche elaborate a margine della vulnerabilità sismica dell’edificio che occupa la scuola De Amicis, il presidente dell’Ordine degli architetti della...
GIULIANOVA. Sulle contrastanti relazioni tecniche elaborate a margine della vulnerabilità sismica dell’edificio che occupa la scuola De Amicis, il presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Teramo Raffaele Di Marcello non nasconde le proprie perplessità. Di Marcello, interessato alla problematica anche come genitore, propone una soluzione per fugare i dubbi: «Sarebbe utile, visto che i tecnici coinvolti sono tutti professionisti abilitati ed alcuni anche docenti universitari, creare un contraddittorio tra loro e non prendere per buona una perizia rispetto ad un’altra. Tra l’altro sia la perizia della Procura che l’ultima commissionata dal Comune concordano su alcuni elementi di criticità che, allo stato attuale, condizionano fortemente la sicurezza generale dell’edificio e del contesto in cui è situato». Di Marcello sottolinea che in tutte le verifiche manca l’approfondimento sulla storia dell’edificio e delle strutture su cui lo stesso è realizzato (le mura della città rinascimentale, poi abbattute per costruire un convento, a sua volta demolito per realizzare la scuola), «approfondimento indispensabile per comprendere quale potrebbe essere il comportamento dell’edificio in caso di sisma». Di Marcello afferma che il quadro del plesso, pur rientrando nei parametri minimi stabiliti dalle nuove norme tecniche delle costruzioni, mantiene elementi di criticità legati all’adiacenza della chiesa di Sant’Antonio del 1556 e della “Sala Banda”, di proprietà comunale, tuttora dichiarata inagibile. Oltre ai lavori precedenti di consolidamento della scuola che, secondo lui, hanno peggiorato le caratteristiche strutturali dell’edificio. (al. al.)
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