Per il pm l'inchiesta è chiusaI responsabili non ci sono più

8 Febbraio 2011
PINETO. Caso chiuso. Il duplice delitto di Pineto per la procura teramana si chiude con la morte di vittima e assassino. La pietas avvolge tutto: il pm titolare del caso, Irene Scordamaglia, non ha disposto autopsie. Agli atti restano le dichiarazioni di madre e moglie delle vittime, che agli investigatori ha raccontato di litigi continue tra i due. Così come ha raccontato che nella mattinata di sabato, probabilmente al termine delll'ennesimo diverbio, il figlio le aveva detto: «Se papà continua così io questa sera lo accoppo».

Gli ultimi minuti di vita dei due vengono tratteggiati dalla ricognizione cadaverica fatta dall'anatomopatologo Giuseppe Sciarra. Gabriele avrebbe colpito il padre con il manico di un'ascia portata da fuori casa. L'anziano, seppur stordito, è riuscito a prendere un coltello dal cassetto di una credenza e a colpire il figlio all'addome. Gabriele, seppur ferito, è riuscito a disarmare il padre e a colpirlo con dieci coltellae. Fendenti alle spalle e alle mani, molto probabilmente quando l'anziano le ha alzate per difendersi. L'ultimo colpo, quello al fianco sinistro, è stato quello letale. La lama, lunga circa 35 centimetri, è rimasta conficcata nel corpo.

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